Home / Affari di Palazzo / Esteri / Renzi e l’Ue: prima lo schiaffo e poi…l’immancabile carezza

Renzi e l’Ue: prima lo schiaffo e poi…l’immancabile carezza

Condividi quest'articolo su -->

Il premier italiano Matteo Renzi parlando alla Camera nell’ambito delle comunicazioni in vista del Consiglio Ue, ha lanciato un attacco deciso nei confronti dell’Unione Europea parlando senza mezzi termini di un atteggiamento di “frenetico immobilismo“. Il premier, a proposito dei vertici  di Berlino, Bruxelles e Ventotene in particolare ha messo l’accento su quelle che si sono rivelate delle illusorie premesse. Premesse che sembravano per un momento aver fatto sperare in un programma di riforme ma che alla fine sono sfociate nel nulla o quasi nulla rappresentato da un atteggiamento appunto di solo frenetico immobilismo.

Renzi ha parlato di tante buone promesse ma di documenti banali e semplicemente riassuntivi che non si sono poi rivelati all’altezza di quella che doveva essere la grande sfida dell’Ue.  Un’Unione Europea praticamente imbalsamata in un mare di “discussioni di piccolo cabotaggio” di banalità che ovviamente non hanno portato ad alcun risultato pratico. Sempre secondo Renzi l’Italia sarebbe riuscita a ritagliarsi un ruolo di stimolo diventando per molti anche un’ingombrante presenza nell’ambito della stessa discussione all’interno dell’Unione. Il prossimo vertice che si terrà a Roma arriva, sempre secondo Renzi, in un momento assai delicato all’indomani della Brexit e con un futuro dominato dall’incertezza.

Lo schiaffo come si vede è deciso e senza mezzi termini e trova il suo culmine quando il premier parla di molti stati europei che da un lato hanno beneficiato degli ingenti finanziamenti previsti nell’ambito della sistemazione e ricollocazione dei migranti per poi, una volta ricevuti i soldi, smarcarsi dagli impegni che ne derivavano.  Finito lo schiaffo però, come c’era da aspettarsi, arriva puntuale la carezza e la benevola sollecitazione. Infatti, con riguardo al prossimo vertice di Roma, parla di questo nei termini di un importantissimo spartiacque, cruciale e decisivo. Un vertice che “vuole raccontare alle generazioni cosa può essere l’Europa” ( Fonte ANSA), affermazione questa a metà strada tra il luogo-comunismo e la retorica ma assai slegata dall’amara e impietosa realtà. Il premier continua nella sua finale serenata con l’auspicio che i vari gruppi parlamentari facciano (sic!) della proposte concrete nell’ambito di un  ideale condiviso. Quale sia questo ideale condiviso, vista la condotta contraddittoria ed egoistica dei vari stati sull’argomento migranti, non è dato saperlo.

 

Renzi come si vede, dopo l’illusorio e benefico cazzotto, addolcisce la pillola continuando a tendere la mano con la speranza, a questo punto assai improbabile, di aggiustamenti e ripensamenti da parte di un ente sopranazionale che continua a rivelare la sua totale inadeguatezza e il suo letargico immobilismo nei confronti della drammatica sfida rappresentata dalla biblica ondata migratoria che continua a riversarsi  in Occidente. Una sfida che non ha trovato a tutt’ora soluzioni di sorta perché, al di là delle vuote ed enfatiche frasi di rito, manca e latita una volontà comune .

Eguale immobilismo l’Ue continua a dimostrarlo nella gestione dei gravi problemi economico-finanziari che continuano a dividere l’Unione in due categorie di paesi, quelli sottomessi e sottoposti e quelli che trainano il resto della truppa pretendendo ruoli dirigistici e di primo piano. Di queste problematiche quasi letali se ne sono accorti gli Inglesi, se ne stanno acoorgendo i cittadini-sudditi dell’Unione ma, al di là delle frecciatine e delle frasi di rito, continuano a non accorgersene i capi europei ognuno preso dalla cura dei suoi interessi e del proprio orticello assolutamente coerenti e… dipendenti dal discorso unitario che in apparenza criticano ma che poi accettano appunto per il buon vivere…comune. Ma almeno lor signori sappiano che di un Europa così fallimentare, così indecisa così debole noi non sappiamo cosa farcene. Non ci resta che sperare che prima o poi qualcuno se ne accorga e abbia il coraggio di dirlo. 

 

Facebook Notice for EU! You need to login to view and post FB Comments!
Condividi quest'articolo su -->

Di Roberto Crudelini

Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

Cerca ancora

La prima pagina de La Stampa: un mix di disinformazione e impudenza

Nella prima pagina odierna il quotidiano La Stampa stabilisce un nuovo punto d’arrivo nelle tecniche …