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La pateticità insulsa della stampa italiana sul conflitto siriano

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Da seguire attentamente il comportamento della stampa italiana sull’evoluzione del conflitto siriano. Mentre sul piano diplomatico tutte le cancellerie occidentali e sunnite salgono, pur con posizioni moderati, sul carro del quasi vincitore russo, i “nostri” giornali si preparano al dopo Assad (considerato in questo momento un nemico secondario dopo che per quattro anni è stato quello primario) continuando a diffamare la sua persona e il suo governo.

Ieri Paolo Mieli sul Corriere della Sera, dopo averlo definito una settimana fa “un despota alleato inevitabile” ha rievocato senza citare nessuna fonte ad eccezione di un fantomatico “Rapporto della Commissione di inchiesta indipendente dell’Onu” tutte le stragi commesse compresa quella con gas Sarin a Goutha (già smentita un anno fa dal governo di Damasco che a differenza dei suoi detrattori ha fornito delle prove inconfutabili).

Oggi invece Roberta Zunini sul Fatto Quotidiano fa un ritratto psicologico, oltre che fuorviante, della famiglia Assad senza nemmeno inserire una nota bibliografica nel testo. E poi non dimentichiamoci della patetica rivista “Internazionale” che non smette di innalzare le “soldatesse curde di Kobane” ad icone della lotta all’Isis. In questi giorni di delirio televisivo nessuno ha ancora sentenziato che l’unica vera resistenza in Siria è quella dei miliziani di Hezbollah e dell’esercito regolare.

L’unica nota positiva di tutto questo teatrino è Monica Maggioni, volata a Damasco con la sua squadra della Rai composta da Marco Clementi e Paolo Carpi per dar voce in un’intervista storica le ragioni di Bashar Al Assad.
 

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Di Redazione Elzeviro.eu

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