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L’Isis tuona sul web: arriveremo a Roma!

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Sul web è comparsa l’ennesima minaccia contro l’Occidente e in particolare contro l’Italia. In un e-book, che ora è stato sottoposto all’analisi degli esperti, sotto una fotografia che ritrae giovani islamici che inneggiano per le strade con in mano le bandiere nere dell’Isis, è stato postato l’invito a formare delle “muslim gang” delle bande armate di Jihadisti islamici in occidente con lo scopo non solo di commettere attentati terroristici ma addirittura di arrivare a colpire quella che è considerata la capitale della Cristianità ovvero la città di Roma.

 

L’Isis dimostra di conoscere molto bene i meccanismi emulativi che il web, se ben utilizzato, è in grado di innescare. Ovviamente gli jihadisti di al Bahgdadi sanno anche molto bene come in Occidente le comunità islamiche si siano ingrandite in modo esponenziale a causa dei flussi migratori sempre più massicci degli ultimi decenni e rappresentino il serbatoio ideale per arruolare nuovi “supporters” del terrorismo. Un cancro questo le cui metastasi si stanno propagando a 360 gradi con una velocità sempre più incontrollabile.

 

Gli ultimi arresti compiuti proprio in Italia dimostrano quale sia la capacità infiltrativa dell’Isis e della Jihad che questa propugna. La minaccia, già ripetuta più volte, di arrivare fino a Roma non va sottovalutata proprio perché l’Italia è forse il paese dove le comunità islamiche si sono maggiormente radicate e dove è più facile per eventuali terroristi passare a lungo inosservati nascondendosi dietro le maglie strette delle loro istituzioni religiose. La paura è che proprio i recenti casi scoperti dai servizi di sicurezza del nostro paese siano soltanto la punta di un enorme iceberg che continua a lavorare indisturbato sotto il livello dell’acqua. In parole povere per uno che ne peschiamo con le mani nella marmellata ce ne sarebbero altri cento che continuano a tessere la loro temibile tela del ragno e che potrebbero palesarsi all’improvviso senza la possibilità di poterli fermare in tempo nonostante i nostri servizi di sicurezza interni stiano moltiplicando i loro sforzi.

 

L’errore, le cui nefaste conseguenze sono ora sotto gli occhi di tutti, è stato compiuto a monte quando abbiamo permesso che milioni di islamici si accasassero da noi esportando il loro modello di vita, la loro ideologia agli antipodi della nostra e con una…casa madre che continua ad incitare alla guerra contro gli infedeli. Perché quello che nessuno ha il coraggio di dire è che per ogni credente islamico, per quanto moderato sia, noi non siamo altro che nemici di Allah e infedeli da combattere o al limite da convertire con le buone o…con le cattive. L’Islam non è affatto una religione democratica perché non ammette l’esistenza di altre fedi alternative che considera soltanto come ostacoli alla propagazione dell’unico Dio vero che per loro è solo e soltanto Allah, in nome del quale si arriva anche ad uccidere. Questo, al di là di ogni possibile equivoco, è quanto propugna il Corano e i cosiddetti islamici oltranzisti non fanno altro che applicare alla lettera quello che vi è scritto e che per loro è verità assoluta. 

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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