Esiste una branca culturale che palesa nella concretezza la conoscenza, attraverso la sua rievocazione. Si tratta di quel mondo costituito dalla rappresentazione di antiche battaglie, ma anche dalla ricostruzione di stili di vita antichi, nei quali anche si possono ravvisare le origini pre romane delle civiltà italiche.
La Gallia cisalpina, suddivisa in cispadana e transpadana dal solco del fiume Po, infatti, prima di essere annessa a Roma con la concessione della cittadinanza operata da Caio Giulio Cesare, viveva di costumi propri, affossati dalla dominazione, mai più sopita nei secoli, dell’Urbe.
Nel 218 a.c. i Taurini, sparute centinaia di uomini, si opposero per tre giorni all’esercito punico, che era il migliore del mondo e contava oltre 50 mila uomini. Furono tre giorni che sono giunti fino a noi con mistero. Certo è che i Taurini avevano sete di indipendenza e non volevano essere soggiogati né dai romani, né dai cartaginesi. Erano semplici e duri celti, da studiare e rievocare, perché molto ancora è da scoprire su questa popolazione, come sulle altre popolazioni galliche.
In foto: monumento alla tribù celtica dei Taurini. Superga, Torino.
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