Oggi gli occhi di tutto il mondo sono puntati su Sochi-Russia dove si svolgerà la XXII edizione delle Olimpiadi invernali.
Giochi tra i più controversi questi russi tra minaccie terroristiche e dichiarazioni -l’ultima del Segretario Generale dell’ONU Ban Ki Moon– per la tutela dei diritti delle minoranze omosessuali.
Gli occhi di una parte di mondo, quella in cui si ha a cuore il benessere degli animali, invece, guarda con astio e disprezzo la cittá sulle rive del Mar Nero. Come già accaduto in Ucraina nel 2012 e a Pechino nel 2008, le autorità cittadine hanno deciso di “ripulire” le strade dai cani e gatti randagi con vere e proprie uccisioni di massa.
“Abbiamo un obbligo verso la comunità internazionale” ha detto un deputato della regione di Krasndar, Sergei Krivonosov “c’é un evidente problema con gli animali per le nostre strade ed il metodo più veloce per risolverlo é ucciderli”.
Dello stesso avviso é Alexei Sorokin, direttore della “Basya Services” che si occupa normalmente del “contenimento” degli animali della zona.
Secondo gli attivisti, che da tempo si sono mobilitati contro la mattanza in programma, saranno circa due milioni gli animali uccisi.
Elizabeth Sharp, della World Society for the Protection Animals con sede in Canada, si batte da anni per sensibilizzare l’opinione pubblica locale su questo tema ” Questi veri e propri stermini sono inutili, inefficaci e terribilmente crudeli. L’unica maniera per controllare la popolazione dei randagi é quella di programmi a lungo termine come vaccinazioni e sterilizzazioni”.