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Processati per…conversazione telefonica violenta

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In Italia esiste il reato di opinione politica, vige purtroppo il divieto di esprimere liberamente i propri pensieri , nonostante questi non vengano poi messi in atto, perché evidentemente sono appunto solo pensieri.
L’idea a livello mentale è senza dubbio l’essenza più intima dell’essere umano, è ciò che si forma istintivamente senza limiti imposti dal decoro e senza qualche bieco dovere verso il sentimento di buonismo che “deve” pervadere la società secondo la magistratura italiana.
Chissà se venissero fuori le intercettazioni telefoniche degli studenti italiani, chissà quante minacce di morte verso professori e presidi reiterate ed insistenti verrebbero fuori.
Tuttavia guardando la realtà non esistono casi di omicidi in questo senso, perché esiste la differenza tra il sentimento e l’emozione immediata e la sua traduzione in atto fisico.
Ma questo la magistratura pare non saperlo.
Saranno infatti messi sotto processo quattro ragazzi tra i 25 e i 40 anni con  l’accusa di aver promosso e diretto un gruppo il cui fine era l’incitamento alla discriminazione e alla violenza etnica, religiosa e razziale.
Sembra ineccepibile, ma una tale accusa salta fuori a seguito di intercettazioni telefoniche ed osservazioni del sito www.stormfront.org.
Allora per quanto il contenuto ideologico possa discostarsi dal pensiero comune dell’opinione pubblica, in nessuna delle intercettazione e nemmeno sul sito compare alcun riferimento preciso ad atti di violenza programmati o perpetrati in passato dai giovani.
Qual è il reato dunque? Possibilità di violenza? Oppure utilizzo di un gergo non consono?
Per questo però dovrebbero subire semplicemente un processo civile, in cui l’altra parte in causa potrebbe essere la comunità ebraica vittima di insulti. Solo insulti, ma nient’altro appunto!
Come ha scritto molte volte in passato il giornalista Massimo Fini è assurdo che in Italia sia punito il sentimento di odio, esso come qualsiasi altro sentimento, per quanto sia sconveniente possederlo, è frutto della pura soggettività umana e dunque fa parte della libertà più intima e privata di un individuo. Lo Stato non può impedire con la legge che un uomo possa odiare qualcun altro; la legislazione deve essere fatta per punire gli atti e prevenire le intenzioni, ma non può annullare le idee.
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Redazione Elzeviro.eu

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