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“Centrodestra nazionale”, ma che vuol dire?

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In queste consultazioni elettorali la pletora di partiti sarà sterminata: ogni politico che non va d’accordo o non vuol essere suddito di un altro ha creato un partito e con esso un simbolo. Guarda caso poi tutti simili, tanto per indurre in errore quanta più gente possibile. La Russa, Meloni e si pensa Crosetto presentano il “nuovo” “Fratelli d’Italia“, il cui simbolo è un ibrido tra quello che fu di An, e quello del Pdl.

In un precedente tentativo il partito in questione si tentò di nominarlo “Centrodestra nazionale“, ma il simbolo fu prontamente oggetto di minaccia di citazione in tribunale da avvocati vicini a La Destra per presunti tentativi di plagiare il simbolo che fu di An, stante una continuità ideale del partito di Storace molto più pregnante rispetto al partito in questione, che nasce come costola del Pdl. (Si veda quest’articolo per saperne di più).

La denominazione “centrodestra nazionale” permane, come si può vedere nel simbolo di cui sopra, che già gira frenetico per i social network e sui blog d’informazione politica. Qui si contesta la ridicolaggine di tale denominazione. Il centrodestra è una creazione moderna, derivante da necessità di bipolarismo, dalla paura di perdere voti per dire quello che si è (o di centro, o di destra), per moderare idee e passioni per soffici poltrone. 

Che valori potrà mai incarnare il “centrodestra nazionale”, ma sopratutto, che diavolo significa? Avete mai sentito qualcuno che sostiene, alla domanda “a che parte politica appartieni?”, di appartenere al “centrodestra nazionale”? Essere di centrodestra nazionale non può essere né un valore, ma nemmeno ci si può davvero identificare in tale obbrobrio espressivo.

Destra nazionale, destra monarchica, destra sociale. Centro cattolico, centro democristiano.
Queste sono definizioni più o meno accettabili di una parte politica. Senza contare il fatto che questo ennesimo partito conduce il bipolarismo entro la sua fossa sempre più profonda, pertanto riportare tentativi espressivi buffi ed azzardati come quello di “centro-destra nazionale” in un’ottica di una miriade di partitelli non può far che sorridere mestamente. Si spera che Giorgia Meloni, qualora proprio non volesse confluire in movimenti di destra identitari quali già ve ne sono, voglia perlomeno considerare di sopprimere tale ridicola e financo ingiuriosa espressione.

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Redazione Elzeviro.eu

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