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L’indignazione di Gesù di fronte alla dogana pastorale

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“Gesù si indigna quando vede queste cose …”

“Pensate a una ragazza madre, che va in chiesa, in parrocchia e al segretario: ?Voglio battezzare il bambino?. E poi questo cristiano a questa cristiana: ?No, tu non puoi perché non sei sposata!?. Ma si guardi al fatto che questa ragazza, che ha avuto il coraggio di portare avanti la sua gravidanza e non rinviare suo figlio al mittente, cosa trova? Una porta chiusa!

Questo non è un buon zelo! Allontana dal Signore! Non apre le porte! E così, quando noi siamo su questa strada, in questo atteggiamento, noi non facciamo bene alle persone, alla gente e al Popolo di Dio. Ma Gesù ha istituito sette Sacramenti e noi con questo atteggiamento istituiamo l?ottavo: il sacramento della dogana pastorale! Gesù si indigna quando vede queste cose perché chi soffre è il suo popolo fedele, la gente che Lui ama tanto”.

(Papa Francesco, riflessione di stamane alla casa Santa Marta)

Il pontefice ha voluto fare questa riflessione nel corso della messa presso casa Santa Marta, dove tuttora risiede e si sente più a suo agio, lasciando gli ampi spazi del Palazzo apostolico vuoti. Probabilmente tali spazi verranno adibiti alla residenza degli otto cardinali consiglieri provenienti dai cinque continenti designati da Bergoglio per la gestione futura della Chiesa cattolica. E’ importante il luogo di preghiera del papa, quella casa ove spesso si toglie la mantellina per poter lavorare più a suo agio, in un clima informale da cui esce solo per la messa e per andare (sempre entro le mura) a pranzo o a cena dai cardinali e per celebrare la messa presso la cappella di Santa Marta, ove al termine dell’omelia “a braccio” nella quale sempre si spertica, si siede tra i banchi dei fedeli per pregare.

L’umiltà del pontefice è fondamentale per poter essere in sintonia con le sue parole di stamattina. Egli si smarca nettamente da alcune barriere che la Chiesa di Roma ha per troppo tempo perpetrato e, conscio del fatto che la bontà di Gesù si avvilisce di fronte a rifiuti arbitrari di conferire il battesimo ai figli delle madri non coniugate, esorta i sacerdoti a comportarsi secondo una coscienza che apra le porte al Signore.

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Redazione Elzeviro.eu

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