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Piemonte shock: il candidato per Destre unite inneggia alla ricostituzione del Partito fascista

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TORINO – Provocazione? L’ex consigliere comunale di San Mauro torinese Filippo Polito, pochi giorni fa malmenato sotto il camion di Beppe Grillo, non è nuovo ad un linguaggio molto diretto ed alle proteste infervorate contro la classe dirigente piemontese. L’aitante amministratore comunale, nonostante l’età, si è ripreso precocemente e, senza aspettare i cinque giorni di prognosi dopo l’episodio coi cinque stelle, era oggi di nuovo davanti al municipio a protestare contro Fassino per l’insicurezza della città di Torino. Ieri sera eravamo in via Ormea dove il giorno precedente è stato ammazzato a pistolettate uno spacciatore africano: la zona, salvo una volante della polizia e un’Alfa dei carabinieri, sembra la solita: qualche spacciatore in meno, in attesa che ci calmino le acque.

La notizia però è un’altra: dopo che il Comune di Torino ha revocato la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, perdendo una giornata di tempo per un’iniziativa discutibile (per ritrovare la cittadinanza al duce, di cui si aveva solo un sospetto, qualcuno è andato a scandagliare antiche carte sepolte chissà dove); Polito richiede nel suo programma elettorale, di reintrodurla

Tra le altre proposte piuttosto ardite di Polito vi sarebbero: 
-Una legge regionale per riportare l’esercizio della prostituzione in luoghi chiusi e autorizzate, per salvaguardare sanità, eliminare lo sfruttamento e facendo pagare le tasse agli esercenti ed ai consumatori.

Case popolari agli italiani: stop all’immigrazione selvaggia, richiesta in tal senso all’Ue di interventi urgenti e necessari.
Rimpatrio (si suppone in Romania o Bulgaria, qualora sia possibile provare l’origine dei nomadi da questi paesi) forzato dei rom e sgombero dell’enorme campo rom (su queste colonne definita enclave) situato sul Lungo Stura Lazio.

Chiusura delle sedi di Equitalia: incasso diretto da parte enti territoriali.

Taglio del 50% del tichet sanitario.

Ricordiamo che per chiedere l’abrogazione di una legge nazionale mediante referendum è necessario che la proposta fatta in Parlamento provenga da almeno cinque consigli regionali. Per il candidato sarebbe un onore che la proposta fosse capeggiata dalla regione subalpina.

 

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Redazione Elzeviro.eu

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