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«L’Università Italiana nega l’abilitazione ad un docente perché di “destra”»

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Raccogliamo la sconvolta denuncia di Luigi Cortese, segretario nazionale di Alternativa Tricolore

“Quello che è stato fatto alla Professoressa Bartolini“, ci dice Cortese, “è inaccettabile: si tratta di un vero e proprio atto di discriminazione “politica”. Per questo abbiamo deciso di scrivere una lettera al Ministro dell’Istruzione, per chiedere un suo tempestivo intervento per rimediare a quest’ennesima ingiustizia.

 

Il profilo professionale della Professoressa è di tutto riguardo: una libera pensatrice che non si omologa alla casta dei docenti chiusi nei loro steccati ideologici, una donna che non teme di dimostrare di avere un cervello e di saperlo usare. Le motivazioni, che hanno portato alla decisione di non ammetterla come docente associato, sono prettamente ideologiche, prive di fondamenti meritocratici e piene di una retorica dal sapore del più becero antifascismo.

 

In un paese civile e evoluto come l’Italia, questi eventi dovrebbero essere inesistenti, ma ci troviamo sempre di fronte a chi pone le diverse ideologie come metro di valutazione. Una qualunque persona che si appresta a valutare qualcuno dovrebbe lasciare le proprie idee e cercare di valutare con un senso logico e libero, senza condizionamenti politici, sociali o religiosi. Quanto accaduto alla Professoressa Bartolini è da sanzionare e rimediare, senza se e senza ma, nel più breve tempo possibile.”

Naturalmente Elzeviro si accoda alla denunzia più che lecita e propone ai lettori di operare una diffusione massiccia della sua esperienza ingiuriosa all’interno dell’ateneo di Studi internazionali romano. Vediamo però nel dettaglio la motivazione che ha negato la cattedra di associato a Bartolini: ecco il triste responso di uno degli esaminatori del suo curriculum, Mario Sechi: “Come studiosa, la candidata presenta un profilo marcatamente militante, orientato sulle tesi del revisionismo storiografico (sul fascismo e sulla Resistenza come guerra civile, e sulla stessa esperienza della Rsi) e impegnato in un tentativo di rivalutazione di autori rivendicati dalla destra politica come fondativi di una tradizione alternativa a quella “vincente” ed egonomicamente canonizzata: da Soffici a Barna Occhini, di cui ha pubblicato il carteggio, a Papini e Guareschi”.

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