Vicolo

Gli italiani che odiano i runners sono solo tanti piccoli Fantozzi

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L’odio che si è scatenato contro gli sportivi (chiamati inspiegabilmente “runners“) ricorda molto da vicino l’odio che non troppo tempo fa si era scatenato contro i “piccoli evasori”.

Il runner è diventato il capro espiatorio di una tragedia, quella del Covid-19.

I contagiati e i morti continuano ad aumentare? Colpa dei runners che, anche correndo da soli o ad una distanza notevole di sicurezza, aiuterebbero la diffusione del virus (come di preciso non si sa, spargendolo nell’aria forse?)

La diffusione del virus e il numero elevato di morti

non sono quindi mica colpa dei tagli al settore sanitario che l’Italia ha dovuto effettuare a causa di regole sovranazionali folli e per una classe politica non all’altezza di ribellarsi ad esse.

No, la colpa è dei “runners”.

Allo stesso modo il piccolo evasore, quello che per intenderci secondo il gergo comune “non fa mai lo scontrino”, sarebbe l’unica principale causa della recessione economica italiana.
Anche in questo caso è sorprendente notare come quest’opinione comune risparmi invece il suo odio verso quelle aziende (Fiat?) che delocalizzando produzione, sede legale e sede fiscale, hanno sottratto allo Stato italiano negli ultimi anni una cifra che farebbe impallidire tutti gli scontrini non contabilizzati.

Si vede quindi una tendenza tutta fantozziana

del popolo italiano che, nei momenti critici è come se perdesse la capacità di guardare in alto, per guardare invece solo in basso cercando nel compagno di sventura la causa della sua situazione tragica.
In Fantozzi i megadirettori che vessano, schiavizzano e sfruttano senza tregua i dipendenti, sono da questi osannati come degli dèi.
Gli stessi dipendenti, invece non perdono occasione nell’accanirsi contro i loro simili al primo momento buono per farsi belli agli occhi dei capi.

Ecco vedere oggi la gente prendersela con i “runners”, come chi ieri se la prendeva con il piccolo evasore, è un po’ come vedere tanti Fantozzi, Filini e Calboni che si accapigliano tra di loro per ingraziarsi agli occhi del Duca Conte di turno.
Non stupirebbe quindi che la prossima puntata di Piazza Pulita di Formigli venga dedicata alla lotta contro “l’evasione sportiva”.

 

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Gabriele Tebaldi

Classe 1990, giornalista pubblicista, collabora con Elzeviro dal 2011, quando la testata ha preso la conformazione attuale. Laurea e master in ambito di scienze politiche e internazionali. Ha vissuto in Palestina, Costa d'Avorio, Tanzania e Tunisia.

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