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Padova: Profughi nell’ex caserma Prandina. Bitonci “Ferito il cuore di Padova”

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PADOVA – Ieri pomeriggio – giovedì 2 luglio – un pullman che trasportava 20 profughi è giunto all’ex caserma Prandina in centro a Padova.

Secondo quanto riferito dalla Prefettura, sarebbe una sistemazione provvisoria, per la notte -chi ci crede è bravo-.

In loco uomini della Polizia, dell’Arma dei Carabinieri e funzionari della Prefettura, al fine di evitare turbamenti dell’ordine pubblico. Già turbamenti dell’ordine pubblico. Per far si che non si verifochino bisognerebbe evitare di provocarli.

Come detto la Prefettura assicura che i cosiddetti profughi dovrebbero -condizionale?- proseguire e non fermarsi lì mentre la questura riferisce in un comunicato che tutti sono già stati fotosegnalati e sottoposti ad accertamenti sanitari

Il sindaco di Padova Massimo Bitonci si dice amareggiato e considera tutto ciò una soluzione inaccettabile.
Bitonci da poco aveva annunciato che il demanio aveva concesso l’ex caserma Prandina al comune per la realizzazione di un parcheggio per i cittadini.

“Il programma elettorale che la maggioranza dei cittadini ha votato prevede la realizzazione, all’ex caserma Prandina, del parcheggio che, da anni, residenti, commercianti, operatori del turismo e tutti i padovani chiedono per il centro della città – dichiara Bitonci – le procedure necessarie sono state avviate da tempo e volgono al termine. Oggi però il progetto rischia di essere interrotto dall’incapacità assoluta del Governo di gestire l’emergenza immigrazione. Dove noi volevamo realizzare il parcheggio della città, Alfano ha deciso unilateralmente di parcheggiare dei cosiddetti profughi”.

Il sindaco Bitonci attacca dicendo “mi chiedo dove trascorreranno la notte i nuovi arrivati;  in pullman? Per terra? Nelle baracche fatiscenti che sono all’interno dell’area? Non esistono le condizioni igienico sanitarie perché un essere umano possa rimanere all’interno dell’ex caserma, che è, allo stato attuale, priva di servizi. Da responsabile della salute dei padovani – conclude – non posso accettare una soluzione come quella indicata dalla Prefettura, che ferisce il cuore di Padova. 

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Redazione Elzeviro.eu

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