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A Torino sarà cannabis libera? Ecco la richiesta della Sala Rossa

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TORINO – Spirano venti di anti proibizionismo, forse sospinti dalle correnti olandesi verso il suolo italiano pronto ora ad un cambiamento epocale nel suo sistema legislativo.

La proposta arriva dalla Sala Rossa torinese ed è rivolta al parlamento stesso; con essa si vuole dare un cambio di rotta alla politica fin qui definita “proibizionista” nei confronti dell’utilizzo delle cosiddette droghe leggere.

Sull’onda degli esempi di regioni come Toscana, Liguria e Veneto, che da poco hanno sperimentato la vendita negli ospedali di preparati a base di cannabis, alcuni consiglieri torinesi di Sel (Marco Grimaldi) e Pd (Silvio Viale, Luca Cassiani e Lucia Centillo) hanno lanciato la proposta di “legalizzazione” delle sostanze rientranti nella “vaga” categoria di droghe leggere. Il motivo starebbe nel “porre fine alle politiche che hanno regalato ai narcotrafficanti centinaia di miliardi di euro”.

Sul tema numerosi esponenti Pd si sono astenuti, tra cui il sindaco Piero Fassino, mostrando chiaramente come il dibattito sia ancora acceso e che alcune posizioni stentano a venire fuori. Al di la di considerazioni a carattere morale che in un periodo dove la stessa moralità è ormai persa per strada risulterebbero fuori luogo, occorre analizzare la situazione economica in cui versa il nostro paese. Le ingiunzioni dell’Europa hanno obbligato i nostri governi degli ultimi anni a imporre tasse, quali l’Imu e gli aumenti sulla benzina e sull’Iva, per ridurre un insanabile debito pubblico. Ora che male ci sarebbe se per una volta a pagare questo benedetto debito non fossero solo i cittadini seri e senza vizi, ma i fruitori di droghe?

Certo in un ipotetico Stato ideale dove l’economia girasse alla grande e i cittadini non avessero la necessità di evadere non solo fiscalmente ma anche psicologicamente dalla realtà, allora un discorso sulla “legalizzazione” non avrebbe nessun tipo di senso. Ora invece siamo qua, subissati da tasse debiti non nostri…forse è giunta l’ora di far contribuire l’intera comunità ai pagamenti?

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Redazione Elzeviro.eu

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