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Il “non” lavoro uccide

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Quanta verità c?è in questa frase, non lo sapremo mai con certezza.

PALERMO – Certo negli ultimi anni, anzi durante l?era Monti ed adesso in quella Letta, di morti se ne possono contare tanti.

In primis, tutti quegli imprenditori che sopraffatti dalla situazione economica, dai debiti, dai rimorsi di coscienza, non sono riusciti ad alzare il capo da terra e hanno scelto la via del suicidio.

In secundis, i pensionati; chi si è ucciso per paura di perdere la casa, chi perché con quello che gli era dato di pensione non sarebbe riuscito a finire il mese. Per essi, la solitudine, la paura delle necessità della vita e la consapevolezza che forse non si sentivano più parte attiva della società, sono stati fatali.

In tertia pars, i lavoratori; schiacciati dal sistema economico, compressi tra il datore di lavoro e lo Stato, pagano un tributo altissimo, quello di dovere tornare a casa e sentire i figli che chiedono, che hanno fame, che vogliono sicurezza da un genitore, che non ha più la sicurezza di un reddito, di un lavoro, di un salario mensile.

In Italia, oggi come mai, la crisi economica, stringe attanaglia, stritola e in ultimo, uccide. Però l?Italia è il paese dove tutto può accadere e dove tutto scivola facilmente nel dimenticatoio. Ci sono voluti quasi due mesi per fare un nuovo Governo. Da allora, la riforma elettorale doveva essere la priorità. Ma sembra che la vera priorità sia quella, come una nave priva di ogni strumentazione moderna, di navigare a vista.

Far fronte giorno per giorno alle esigenze della comune amministrazione. Ma gli Italiani volevano questo? Se passeggi per i marciapiedi di Palermo, e credo in tutte le città italiane, nei bar, nei circoli, ascolti una sola litania, la crisi. Caspita, è quasi un tormentone! Per questo, quando il senatore Ferrara, ha trovato da ridire sul fatto che, fermato ad un posto di blocco, i militari gli avessero contestato la mancata revisione e l?assicurazione scaduta, e ha chiesto che gli facessero il saluto militare, mi viene da urlare?..

“Ma in che Italia siamo!”

Nell?Italia dove chi detiene il potere è in preda ad un delirio da onnipotenza e invece la povera gente ha, come onnipotenza, solo quella di potersi togliere la vita.

Giuseppe Morello

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Redazione Elzeviro.eu

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