I contagi, secondo le stime del Governo, toccheranno il picco il 18 marzo contando circa 92mila persone colpite dal nuovo ceppo Coronavirus. Da quel momento il pericolo di infezione dovrebbe stabilizzarsi, per poi iniziare una lenta e continua discesa nel contesto epidemiologico, augurandosi di chiudere definitivamente il sipario verso maggio/giugno.
Forse la luce in fondo al tunnel esiste, ma bisogna continuare a seguire le disposizioni del Governo per poter tornare presto a una normalità che, fino a una settimana fa, sembrava ancora molto lontana. Se però in Italia le misure di contenimento si stanno rivelando funzionali, come si sta mobilitando il resto del mondo?
Invece di prepararsi a “perdere persone prematuramente”, il Premier Boris Johnson cambia rotta invitando i cittadini a lavorare da casa se possibile, ad evitare i contatti pubblici e a non viaggiare se non strettamente necessario. Non sono ancora state varate misure restrittive in quanto il picco per l’Inghilterra dovrebbe arrivare tra ben quattro settimane.
Forse, dal canto loro, si sono resi conto della tangibile eventualità epidemiologica all’interno dei loro confini. Emmanuel Macron non usa mezzi termini: “Siamo in guerra”. Il modello italiano non è più oggetto di risa incontrollate, bensì diventa l’unica e possibile via da adottare, tanto che il Premier invita al confinamento per 15 giorni. Il popolo francese replica affollando parchi e giardini non capendo che non è il momento di protestare – caratteristica intrinseca nel suo DNA – , bensì di agire come i “buffoni” italiani.
La nota azienda farmaceutica CureVac, sta lavorando intensamente alla ricerca di un vaccino per il nuovo Coronavirus. Secondo alcune indiscrezioni non confermate, il “Re” della Casa Bianca avrebbe offerto ben un miliardo di euro per comprare l’azienda, acquisendone i ricercatori, con il fine ultimo di detenere in esclusiva mondiale il nuovo vaccino. Anche in caso di conclamata pandemia dunque (se questa voce dovesse incontrare riscontri), al tanto osannato presidente sembrerebbe interessare unicamente l’immunità del suo popolo; solo il popolo in grado di permettersi le cure, naturalmente. Come se compassione e amore verso il prossimo avessero un’accezione molto restrittiva.
Ecco, noi italiani tanto criticati, dall’oggi al domani ci siamo trasformati nel fiore all’occhiello, l’esempio di come si possa far fronte a un’epidemia nonostante gli enormi limiti sanitari ed economici. Prendete esempio signori: noi, presto o tardi, ne usciremo.
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