Come si salutano i ragazzi mussulmani può conferire un piacere invidioso: stretta di mano, al netto di pur invalsi baci (troppo contatto, necessitato solo in giorni di festa o con parenti) e di schiocchi di dita da negro del ghetto, alla quale segue un calmo portarsi la mano sul cuore. Senza fretta, con rispetto, guardandosi negli occhi, con un gesto che vuol dire che c’è stato un contatto tra consimili, ma anche tra amici: tant’é che lo fanno anche con amici non islamici. “Ti porto nel cuore”, dice quel saluto, e risuona di calore umano, datteri, tappeti, accoglienza sincera e umiltà.
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