Viviamo nientemeno che ne Il mondo nuovo di Huxley: lobotomizzati, sprezzanti dei coinvolgimenti emotivi, pronti a fare della fecondazione controllata e su scala globale il futuro della riproduzione. Questo diminuisce le guerre, ma acuisce le nevrosi individuali. Non mancano nemmeno le droghe di stato, alcol e sigarette, né i ribelli derelitti della società. S’intravede purezza nei costumi solo in alcune società retrograde come quella tibetana primigenia, o laddove non arrivi il peso del mondo governato dalla società dell’immagine e dall’imbecillità. Sciocche suggestioni futuriste come la guerra (nelle attuali estrinsecazioni di religione, etnica o sociale) unica igiene del mondo tornano nelle coscienze dei disillusi e disamorati con rinnovata e preoccupante freschezza.
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