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Al centrodestra berlusconiano serve una “operazione Concordia”

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Il centrodestra berlusconiano ha bisogno di una “operazione Concordia”. Non ci riferiamo, però, la maiuscola è un indizio, a quella che Silvio Berlusconi ha proposto dalle colonne de “Il Giornale”, rivolgendo l’appello all’unità alle forze moderate. La Concordia di cui si scrive è proprio il relitto recentemente condotto, con abilità tecniche che non posso non essere riconosciute, al porto di Genova, dove verrà smantellata.

Il drammatico naufragio della Concordia, almeno moralmente, è figlio della prosopopea di chi la conduceva. Quello Schettino di cui si ricorderà il criminale “inchino” più che la relativa capacità di manovra successiva. Il centrodestra italiano è vittima, non diversamente, dell’hybris meneghina del “ghè pensi mi”. C’è sempre un uomo solo al comando che pensa di poter andare oltre le regole, di “giungere al Sole” (o “farsi Re Sole”).
Ora, pertanto, anche a ciò che rimane del centrodestra, occorre l’essere condotto in un porto sicuro, perché si proceda alla necessaria rottamazione. Una faccenda che richiede, non dissimilmente da quanto avvenuto per la grande nave della Costa Crociere, perizia e competenza. Serve, certamente, proseguire il percorso riformatore con il Partito Democratico (e non solo con Matteo Renzi). Prima ancora, si deve disincagliare il corpaccione del centrodestra dall’appiattimento/incagliamento al pensiero mainstream (con rischio di deriva relativista).

Occorre, cambiando ambito metaforico, vincere la tentazione di costruire sulle macerie. Certamente avvantaggiandosi del nuovo quadro che nasce dall’assoluzione (normalizzazione giudiziaria) in appello sul Rubygate. Non sconfessando, cedendo alla stolta iconoclastia finiana, quando di non negativo è stato realizzato (su temi etici, ma anche rispetto al decisivo bipolarismo) nel ventennio berlusconiano. Il cui giudizio deve presto diventare lavoro per gli storici.

Archiviata questa “operazione Concordia”, ma occorre lavorare già ora anche su questo fronte, si potrà varare un centrodestra nuovo. Di cui occorre comporre prima l’equipaggio (che deve avere in sé “la nostalgia del mare ampio del popolarismo europeo”), poi sceglierne il capitano.

Marco Margrita
@mc_margrita

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Redazione Elzeviro.eu

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