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L’ignobile paragone di Kyenge

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L’accostamento tra burqa e velo delle suore è il segno di un disegno più grande.

Kyenge, volendo forse far intendere che il coprirsi interamente il corpo con un lenzuolo nero non è poi così dissimile dal portare il velo da suora, surrettiziamente intende senz’altro far scoppiare la polemica. Trattasi di un accostamento ignobile, perché da un lato il burqa è il simbolo della sottimissione della donna ad una cultura ignorante e violenta, come quella dei talebani che si adoperano per far saltare in aria le scuole ove le donne si recano, in quel dell’Afghanistan, per garantirsi un’infarinatura di istruzione. E’ un accostamento detestabile perché non possiamo che pensare alle opere meritorie delle suore, dalle missionarie a quelle di convento. E’ un accostamento ignorante, poiché a livello esteriore si dà il caso che passi una bella differenza: il volto delle suore è sempre ben visibile, a differenza della pesante intessitura che il burqa ha sulla linea degli occhi. L’insicurezza sociale che si genera facendo passeggiare persone in burqa nel centro-città è palese: chiunque sotto tale palandrana può celarsi e scatenare, di tutto punto, l’inferno. Non sarebbe la prima volta che una cosa del genere accade. Il disegno più ampio, tuttavia, a cui aspira il nostro deleterio ministro per l’Integrazione, l’oculista (sic!) Kyenge, è quello di disseminare controversia attorno al suo operato, per scatenare reazioni di intolleranza e toni alle volte, considerato il temperamento degli italiani, decisamente fuori dal seminato. Tutto questo per poter marcare il popolo italiano, del quale ella ha dichiarato di non potere sentirsi interamente parte, di becero razzismo. E poco importa che gli episodi di razzismo nel nostro paese siano di gran lunga inferiori di quelli registrati negli altri paesi del nostro continente: solo le parole, ancorché avventate, sono ciò che conta, e non certo i gesti di altruismo e d’amore di cui il nostro popolo si è così spesso reso autore. Kyenge vorrebbe fare dell’Italia un paese ove un italiano si debba sentire mortificato di essere quello che é, ove gli immigrati godano di tanti diritti quanti sono quelli sottratti alla cittadinanza autoctona, contro ogni logica, seguendo solo un’esterofilia razzista nei confronti degli italiani e tacciando a perdifiato come xenofobi e razzisti i costernati volti dei connazionali che leggono notizie come questa dell’accostamento tra il burqa ed il di suora velo.

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Redazione Elzeviro.eu

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