Paesaggi d?amore e altri rimpianti
Cantone Roberto M.
? 15,00
2008, 96
Lazzaretti http://www.lazzarettieditore.it/
Da bambini, pian piano, una caduta dopo l?altra impariamo a camminare; stessa cosa per l?amore: delusione dopo delusione, dovremmo imparare ad amare. La teoria è questa, la pratica può essere diversa. Per questo Roberto Cantone col suo libro “Paesaggi d?amore e altri rimpianti” edito da Lazzaretti cerca di dare nelle prime pagine qualche consiglio. Mette subito in guardia il lettore da una «malattia di grave affetto: il vittimismo […] che ha per causa la delusione». “Malattia” che si può accompagnare con la noia: «serate vuote, grigie, senza nulla da fare, […] serate che si riducevano ad un caffè, […] a scene di assurdo mutismo» e che lasciano l?animo in uno stato di angoscia, come l?essere senza difese di fronte alla vita, in una sorta di tensione, che non può trovare risoluzione, come un arco teso, ma senza freccia.
L?autore non si lancia all?impazzata contro l?amore come Don Chisciotte contro i mulini a vento, anzi spesso le descrizioni degli approcci o dei colloqui sono condite da moltissimi elementi dubitativi come: «lei gli offrì le labbra, come credeva si facesse» oppure «lui la baciò, come credeva si baciasse» e ancora «lei, o forse lui -non ricordo-» come «pensò fosse giunto il momento di parlare, perché da qualche parte aveva sentito dire». Il che rende bene l?idea delle insicurezze delle “prime esperienze” che, il più delle volte, sono tutt?altro che romantiche nel momento in cui si svolgono. Al massimo lo diventano dopo, quando la memoria e il tempo danno loro una patina dorata d?idealità.
Lo stile di Cantone cerca di andare oltre le consuete convenzioni della scrittura: il suo scrivere ha molto più del diaristico che del romanzesco: «c?era quelquadra che non cosava e (scusate la fretta: c?era qualcosa che non quadrava)». Ma ciò non è affatto un difetto, quando il tono generale dello scritto è così intimo e colloquiale, da sembrare in certi tratti una tranquilla conversazione con un amico con un po? più di esperienza di vita di noi. Dal diario il tono riprende anche l?andamento lirico e riflessivo. Per molti versi ci troviamo di fronte più ad un romanzo che ha molto più in comune con le esperienze più moderne e sperimentaliste, che con quelle classiche.
L?amore è uno di quei temi difficili e allo stesso tempo facili da trattare per uno scrittore. Da un lato è difficile non essere banali: si rischia sempre di semplificare tutta la “forza” che sta sotto ad un rapporto amoroso. Dall?altro lato è facile che il lettore venga catturato e si immedesimi: tutti hanno avuto almeno una storia d?amore, sia essa blanda o travolgente, vincente o deludente. Cantone da al lettore un libro scorrevole, che cattura, ma che una volta terminato lascia qualcosa. Sia questo qualcosa un?uscita dell?autore, come la riflessione sul vittimismo; sia qualche battuta autoironica o la scrittura fresca, giovane, ma allo stesso tempo adulta.
Luca V. Calcagno
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