Anche il casello direzione Rivoli e Val di Susa lo paga la diabolica cifra predetta. Forse però il torinese non vorrà sottostare alla logica “tempi di crisi, rialzo dei prezzi”, propria già dell?economia tributaria (pressione fiscale ai massimi mondiali e storici), ma deciderà di rivolgersi verso lidi più economici e a testate colme di notizie del luogo (agli esteri è già dato completo risalto sui siti web). Forse si rivolgerà all?utilizzo non politicizzato, ma reale e civile della bicicletta, o ancora verso l?utilizzo del treno. Anche quest?ultimo tasto si palesa però molto dolente: un rincaro è previsto dal primo gennaio: data nefasta per chi viaggia sui binari. Da rilevare in merito che la regione Piemonte sta progettando un piano per i cittadini per offrire loro sconti sul biglietto e sull?abbonamento ferroviario a seconda del reddito famigliare, di modo che chi abbia un reddito famigliare inferiore ai 36 mila euro, possa usufruire di questo low cost ticket.
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