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Il calciomercato della speranza

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“Sarà il campionato più avvincente dell? ultimo decennio”, “mai spettacolare come quest? anno”, “più qualità, più equilibrio, più fascino”.

Ormai ci siamo, le solite minestre surgelate sono pronte per essere inserite nel microonde e successivamente (ri)proposte al non abbonato ancora indeciso, oppure al lettore in cerca di quiete e relax sotto l? ombrellone.

D?altronde, come biasimarli? Cosa possiamo pretendere che dicano? Così come i quotidiani sportivi devono tentare di vendere un numero congruo di copie nonostante il piattume generale causato dall?assenza di calcio giocato, così le TV a pagamento cercano disperatamente nuovi iscritti per la stagione successiva: ognuno in sostanza tira legittimamente acqua al suo mulino.

Eppure, a guardare attentamente, qualcosa di positivo in questa accozzaglia di slogan precotti ed incellofanati c’è. Pare infatti che, al di là dell?inevitabile aziendalismo di facciata, per una volta non gli si possa dar torto.

Dopo anni di tristezza e sconforto dettati da una vera e propria discesa negli inferi del football nostrano per motivi principalmente economici, questa sessione di calciomercato potrebbe essere in grado di restituire una flebile speranza agli appassionati italiani.

Da Tevez a Higuain, passando per Strootman e Gomez, senza dimenticare l?approdo di Rafa Benitez sulla panchina del Napoli ed il grande ritorno di Maicon. Insomma la diagnosi è evidente: la Serie A ha riacquistato fascino nei confronti dei grandi personaggi di questo sport ed in alcuni casi senza nemmeno la necessità di sborsare cifre astronomiche e ai limiti del buon senso. Fenomeno che a poche latitudini di distanza, si verifica ormai con disarmante frequenza.

Segnale positivo dato dalle recenti operazioni estive è senza dubbio anche il ripristino di un certo equilibrio. Ovvio la Juve resta ancora largamente favorita, ma a differenza di dodici mesi or sono alcune inseguitrici (come Fiorentina e Roma) non sono di certo rimaste a guardare, mentre altre (il Napoli) probabilmente hanno addirittura ridotto il gap dai bianconeri.

A compimento di tutte queste sensazioni incoraggianti inoltre, non si può omettere quella variabile impazzita che da sempre contraddistingue la nostra massima serie, ovvero l? imprevedibilità. Sarebbe forse corretto non etichettare come possibili outsider l?Inter di Mazzarri (allenatore che non ha mai fallito in tutta la sua carriera), il Milan di Balotelli o la Lazio che ha aggiunto un giocatore di grande prospettiva (Felipe Anderson) ad un collettivo sempre competitivo nelle ultime stagioni?

Non sarà la Serie A di Maradona, Zico, Platini, Van Basten e Matthaus, né quella delle celeberrime “sette sorelle“, ma per la prima volta nell? era post-Calciopoli  possiamo davvero rilassarci e dare persino  retta, senza troppo timore, al trito e ritrito proselitismo mediatico.

 Klement

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Redazione Elzeviro.eu

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