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Trieste, violenze in casa di riposo: Alternativa tricolore: “il Comune intervenga!”

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TRIESTE – Ci siamo interessati di recente degli aumenti delle rette per le case di riposo di Trieste, ma in questi giorni emerge una notizia ancora più sconcertante. Questa notizia risale all’Agosto del 2011 quando un Operatore Socio Sanitario, dipendente di una cooperativa operante presso la Casa di Riposo Gregoretti, abusava dei mezzi di correzione ai danni di una persona di 88 anni che bisognava di cure, di attenzioni e di amore.

La persona accusata di questo atto è Ignacio Peres Bermudes, il quale, vedendo il degente agitato al punto tale di non volere mangiare, spazientito ha iniziato a pizzicare i lobi delle orecchie e poi a schiaffeggiarlo utilizzando un canovaccio che utilizzava come tovagliolo, non pago lo ha preso a pugni sulla mano destra per punirlo perché si rifiutava di mangiare. Il degente non riusciva neanche a parlare visto le sue precarie condizioni di salute. Fortunatamente alla scena ha assistito una collega che  ha riferito prontamente ai responsabili quanto accaduto, ricevendo in seguito minacce.

Nei giorni scorsi il P.M. che segue le indagini, fortunatamente ha chiesto il rinvio a giudizio per il sig. Ignacio Peres Bermudes con la speranza che questo individuo venga condannato alla giusta pena.

Chi scrive è convinto assertore che queste situazioni debbano essere combattute prima che vengano messe in atto: si chiede pertanto che le cooperative che si aggiudicano le gare d’appalto per il servizio Socio Sanitario siano sottoposte a rigidi controlli, oltre che amministrativi, anche per quanto riguarda la qualità del personale da loro proposto, si chiede inoltre l’istallazione di telecamere a circuito chiuso per contrastare queste situazioni che mettono in serio rischio gli anziani degenti delle case di riposo.

Luigi Cortese Segretario Nazionale Alternativa TricoloreNdr: il lavoratore che non ha scheletri nell'armadio e che svolge onestamente il proprio lavoro non ha nulla da temere dall'eventuale sorveglianza di telecamere a circuito chiuso: si veda anche la diversa situazione occorsa in quel di Torino, ove pubblici lavoratori del servizio di trasporto si sono appellati ingiustamente allo Statuto dei lavoratori per contrastare la sorveglianza della loro (inefficiente) prestazione.
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Redazione Elzeviro.eu

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