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Alla fine l’Italia sparirà.

Una mesta e tetra coltre di stellette dorate calerà lentamente lungo la nostra penisola. Il parlamento cesserà d’esistere, gli elettori cesseranno d’esistere (anche se si sono già estinti dal 2008, anno dell’ultima elezione regolare), il tricolore e l’inno spariranno. Il nostro presidente della Camera, Laura Boldrini, augura questo futuro al popolo che mai l’ha eletta per occupare impropriamente quello scranno. “Noi dobbiamo riprendere il percorso verso gli Stati Uniti d’Europa”, ha dichiarato la Boldrini con il benestare del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (anch’egli non eletto dal popolo).

L’Italia si trasformerà lentamente da “donna di province a bordello”, come predisse il sommo. Bordello perché un paese senza Stato vuol dire paese senza democrazia. In un paese dove il voto popolare non conterà più nulla, e già conta poco ora giacché ogni rivendicazione viene bollata come “populismo”, saranno i grandi potentati economici a dettare i tempi dell’agenda politica. Attendiamoci un futuro dove le grandi multinazionali mangeranno ogni negozio, ogni coltivazione, ogni spiaggia e ogni casa che noi italiani abbiamo costruito con fatica dopo i bombardamenti americani.

Il nostro potere d’acquisto sarà detenuto esclusivamente dai grandi aggregati finanziari, le banche, che decideranno non solo come e quando autorizzarci a prendere i nostri risparmi, ma anche in che modo spenderli (con rateizzazione flessibile, possibilmente). Sarà l’Italia dei poveri e della guerra tra essi. Multinazionali pronte a offrire lavoro a chi si offre a meno, così una schiera di profughi siriani, libici e iracheni concorrerà con i laureati italiani per l’occupazione salariata, “io mi offro a 4 euro all’ora”, “Io a 3,50”, “io a 2 euro, al giorno”, e così via finché noi tutti, classe media, saremo costretti a lavorare 18 ore al giorno per la pura sopravvivenza. Questi sono gli Stati Uniti d’Europa che la Boldrini invoca. Elezioni? Qualche volta, ma solo per eleggere i parlamentari europei che nulla decidono sulle leggi imposte nei territori del Vecchio Continente.

La democrazia fa paura alla Boldrini, perché di essa non ne ha mai beneficiato. La democrazia fa paura a Bruxelles perché è grazie alla sua assenza che Juncker e Draghi stanno calpestando indisturbati i più elementari diritti di un popolo libero e sovrano.  

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Redazione Elzeviro.eu

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