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Fazio organizza un disgustoso 25 aprile con inesperti storici

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Rai Uno, ancora feudo della già defunta Dc, ha deciso di celebrare in pompa magna la cosiddetta “Festa della Liberazione” con uno speciale la sera del 25 aprile. Di cosa si tratterà? Di un’analisi storica sui drammatici accadimenti della guerra civile italiana? Un approfondito dibattito tra illustri storici del fenomeno partigiano e della Repubblica Sociale italiana? Niente di tutto questo ovviamente!

Il programma di Rai Uno intitolato “Viva il 25 aprile” sarà una mera celebrazione festaiola che non comprenderà la benché minima analisi storica dei complessi avvenimenti della guerra civile italiana. Gli ospiti selezionati sono infatti tutti nomi mediaticamente altisonanti, ma che non hanno alle spalle alcuna documentata preparazione storica sul periodo in questione.

Il conduttore e ideatore del programma è Fabio Fazio, uomo di spettacolo ben schierato sul piano politico, ma privo nel suo curriculum di pubblicazioni e ricerche storiche in materia, così come Roberto Saviano, attento scrittore di camorra e attivo sullo stesso piano politico, sinistro, di Fazio, ma anch’egli storicamente inesperto in materia.

A coronare questo festival, che più che degli italiani, sarà della sinistra, ci penseranno Francesco De Gregori, Luciano Ligabue e i Negramaro, tutti musicisti dotatissimi, ma dalle posizioni politiche apertamente espresse in passato e ben allineate sui binari del regista Fazio.

Da abile burattinaio qual è Fazio ha deciso di smarionettare i propri pupi secondo una precisa logica politica: delegittimare quella crescente consapevolezza degli italiani che la tanto osannata Liberazione fu in realtà fatta a suon di stragi, stupri ed eccidi, tanti quanti ne fece la controparte sul terreno di battaglia.

Un serata millantata come culturale ma che in realtà non ha come ospiti nessuno tra i numerosissimi storici e studiosi della guerra civile italiana. Come mai storici del calibro di Arrigo Petacco, Angelo Del Boca o giornalisti come Giampaolo Pansa e Pasquale Chessa non risultano tra gli ospiti del programma?

Eppure si tratta di studiosi dalle comprovate abilità di ricerca e con numerosissime e divulgatissime pubblicazioni alle spalle, a differenza degli inesperti selezionati da Fazio. La Rai, in quanto ente pubblico e dunque per i cittadini, ha il dovere di fare informazione e non di svendere i suoi spazi a politicanti in veste di esperti improvvisati su una storia che non hanno mai avuto l’umiltà di studiare.

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Redazione Elzeviro.eu

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