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Un ministro senza requisiti che alita sulle correnti della magistratura

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In Italia vi è una carenza di giustizia, prima che sociale, pubblica: quella amministrata nei tribunali lascia perplessi per le attitudini politiche dei magistrati, che, spesso senza nemmeno dimettersi, con una semplice aspettativa, si lanciano in avventure politiche sull’onda di una notorietà spesso ricercata.

Notorietà spesso acquisita con inchieste inutili e dispendiose, spesso con notizie infilate in bocca a qualche giornalista conseziente. Non è questa la giustizia che immaginiamo per un paese civile. Ancora una volta si insiste sulla riforma della giustizia, una riforma radicale che parta dalla separazione delle carriere dei giudici, che debbono essere scissi definitivamente e per sempre tra giudicanti e pubblici ministeri. 

Che a questa situazione il grande riformatore Orlando non si opponga, è pacifico; che aliti sul fuoco delle correnti politicizzate in magistratura, è riprovevole. Il ministro, famoso per essere il primo ministro della giustizia italiano non laureato (né in legge, né in altre facoltà), ha partecipato ieri alla convention della corrente sinistrorsa in seno alla magistratura (Magistratura democratica) strappando applausi a scena aperta. 

Le toghe rosse si sono infatti commosse di fronte all’intervendo del guardasigilli, nonostante le precedenti tensioni a fronte di una proposta di ridimensionamento delle ferie dei giudici, che, grazie alla sospensione dei termini, si aggirano intorno al mese e mezzo. Orlando ha parlato di mafia ed intercettazioni, e i giudici si sono placati: il vero problema, spiegano alcuni anziani membri di Md, è l’assenza del premier, pur invitato.

Come se ci si potesse aspettare che il Presidente del Consiglio partecipasse ad una riunione di magistrati politicizzati. Semmai, in una democrazia, ci si aspetterebbe che tale corrente che serpeggia nell’organo giudicante, venisse soppressa motu proprio dal premier. E’ già gravissimo che partecipi alle sue convention un ministro della repubblica: come si può attendere imparzialità dalle pronunce delle cosiddette (anche dagli organi di stampa esplicitamente schierati a sinistra) “toghe rosse”? 

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Redazione Elzeviro.eu

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