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La donazione alla scuola pubblica: altro ricatto delle tardive riforme renziane

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Dopo un anno di vuoto pneumatico, le agognate riforme stanno alfine affacciandosi timidamente alla finestra. Quando Renzi si è fatto elegg… pardon, nominare premier le promesse erano di fare una riforma al mese, nel 2014. Promesse vacue e probabilmente irrealizzabili, di fatto non realizzate.

Oggi confuse riforme si affacciano in quel Parlamento che doveva essere riformato “Se vince Renzi…” era lo slogan elettorale di Renzi: bene, Renzi è stato fatto vincere, nel solco della tradizione italica e quindi si è scordato di dimezzare i parlamentari, di togliere i vitalizi agli ex parlamentari condannati per reati gravi come quelli di stampo mafioso. Sono delle piccole dimenticanze, cose da niente… La riforma del lavoro ad introduce un ricatto per il lavoratoe, l’abbiamo visto, nella sua dimensione del demansionamento (vedi qui).

Oggi però parliamo dell’estensione alla scuola pubblica di quel meccanismo, proprio di alcune scuole private e molto deprecabile, della donazione all’istituto scolastico.
Si introduce il meccanismo della detrazione per le persone fisiche e per gli enti non commerciali che vogliano fare una donazione all’ente scolastico specifico. Per le aziende si applica invece la deduzione, con limite del 2% e di 70mila euro (che per un ente scolastico non sono certo noccioline). Con settantamila euro un’azienda che ad esempio si chiami Mario Rossi Srl farà si che il signor Mario Rossi, padre di Paolo Rossi, studente in quella scuola, abbia una posizione di forza e potenziale ricatto nella politica scolastica, che, seppur non verrà riconosciuta nelle sedi ufficiali, come si affrettava stamane a spiegare a RadioUno il ministro all’istruzione Giannini, non potrà, s’immagina, essere disconosciuta o dimenticata dai dirigenti scolastici.

Anche la legge si premura di affermare che chi eroga non può far parte del “governo” della scuola, a meno che l’erogazione (nell’anno) non sia stata inferiore a 2.000 euro: anche qui, si sa che tre computer portatili possono fare la differenza in una scuola pubblica. Le erogazioni, per essere detraibili / deducibili devono essere effettuate per il tramite di un intermediario bancario o postale. 
Le donazioni sono vincolate, nel senso che è necessario – per ottenere la detrazione / deduzione – specificare che è erogata ad uno o più dei seguenti fini: i. innovazione tecnologica, ii. all’edilizia scolastica, iii. all’ampliamento dell’offerta formativa.

Una norma facilmente applicabile, e facilmente aggirabile per quanto riguarda il dare un freno all’influenza che taluni individui potrebbero assumere negli istituti pubblici, quando non si arrivasse addirittura ad ingressi e ingerenze commerciali di grandi gruppi entro il mondo scolastico. Una prospettiva che lascia perplessi, a dir poco

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Redazione Elzeviro.eu

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