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ROMA – Emerge l’aiuto mafioso per Alemanno alle ultime europee; confessa la contabile del gruppo mafioso romano colluso con l’amministrazione cittadina.

«Sì, ero io a preparare le buste con i soldi, da mille a 10 mila euro, che mi consegnava Buzzi, ma non sapevo a chi fossero destinati». Cerca di sollevarsi da un po’ di responsabilità, Nadia Cerrito, tuttavia la sua posizione si fa più pesante di fronte al recupero del libro mastro, da parte dei Carabinieri del ROS comandati dal generale Parente, proprio in casa della Cerrito. La signora aveva con diligenza nascosto il libro, definito dai mafiosi intercettati “libro nero”. 

Davvero poco credibile l’ignoranza palesata dalla signora, che sostiene di non sapere a chi fossero destinate quelle che paiono evidenti tangenti, che la stessa preparava. Esse sono servite per oliare gli ingranaggi delle aggiudicazioni di appalti pubblici in quel del Consiglio comunale romano ed in Regione Lazio. La Cerrito è la segretaria del buon Buzzi, presidente della cooperativa «29 Giugno».

L’AIUTO DELLA MAFIA ALLE EUROPEE – E’ emerso poi dal decreto di perquisizione nella casa dell’ex sindaco di Roma, il sostegno della mafia nella corsa elettorale alle ultime elezioni europee. E’ stata infatti intercettata una telefonata fra Buzzi e Alemanno ove si parlava della «la possibiltà di portare voti a quest’ultimo grazie agli amici del Sud». Alemanno non pronuncia né ode la parola mafia. “Portare voti da amici del sud”, sconosciuti, però, dovrebbe fare scattare un campanello d’allarme, a parere di chi scrive. E forse anche a parere degli inquirenti.

Alemanno a questo punto chiede: «Devo fare delle telefonate? devo fare qualcosa? Eccetera, eccetera», ma il Buzzi gli risponde: «No, no, tranquillo… i nostri amici del Sud, che stanno a Sud ti possono dare una mano».  

Ma chi saranno mai questi fantomatici «amici del Sud?» Il Buzzi lo spiega in una conversazione privata con la moglie, telefonata anch’essa intercettata: «Come dai una mano ad Alemanno? Dandogli i nomi di 7-8 mafiosi che c’avemo in cooperativa e gli danno una mano».

E’ ancora al vaglio degli inquirenti, poi, la limpidezza di alcuni finanziamenti affluiti alla Fondazione Nuova Italia presieduta dall’ “onorevole ingegnere Gianni Alemanno” (qualificato così su fondazionenuovaitalia.org). 

Alemanno in amichevole compagnia di Luciano Casamonica, ritenuto uno dei boss del clan criminale rom e sinti Casamonica.

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