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AUTOSOLE: la bugia ha le corsie lunghe

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di Vincenzo Mannello

Sono passati 50 anni dalla inaugurazione della “Autostrada del Sole” che “unì” l’Italia…ovviamente secondo la retorica patriottarda di stampo e derivazione sabauda che di “unitario” ha sempre avuto ben poco.
Secondo quel metro usato dal 1860 in poi per tutte le regioni del Sud, Calabria e Sicilia in testa.
Ricapitoliamo, per quanti non ricordino.

“1964 : ultimo anno del fare, quando il Paese pensava in grande” così titolava il Giornale con grande rimpianto per quegli “anni belli”. Vorrei pure vedere…non lo fossero….per lor signori nordisti doc!
Si inaugura il tunnel del Gran San Bernardo, opera imponente di quasi 5.800 metri che unisce Val d’Aosta e Svizzera.
Pure, nello stesso anno, circa 12 km della metropolitana milanese.
Opere “vitali” per l’Italia… certo, quella del Nord!

Al Sud si concedono (furbescamente) le “briciole” del tratto fino a Napoli della avveniristica A1, gratificando il tutto con la qualifica di “autostrada del Sole”. 
Che poi da Napoli in giù, nei territori del devastato ex Regno delle Due Sicilie, si dovesse arrivare con le carrozze borboniche ed i traghetti e treni del fu fascismo, poco importava…
Dalle “nebbie padane” 759,6 km di carreggiate, alla avanguardia della tecnologia di allora, realizzavano la spina dorsale di quella rete che avrebbe unito tutti i centri principali e vitali padani a Roma capitale (nel bene e nel male).
Napoli l’appendice propagandistica o, al massimo, per far proseguire il gommato nelle “colonie”.

Malignità o balle? Non credo proprio: a distanza di 50 anni la famigerata Salerno-Reggio Calabria è  forse completa? Ed era pure ampiamente obsoleta prima ancora di essere funzionale.
Ed il Ponte sullo Stretto? Neppure a parlarne, per carità… miliardi buttati al vento in progetti e penali da pagare!
Traghetti e treni per l’asse Nord-Centro-Sicilia?
Li provino (se ne trovano) i “potenti” ed i loro sostenitori mediatici, ma non lo faranno mai.

Strade ed autostrade nell’Isola (idem in Sardegna,in verità ? Vere e proprie trazzere pomposamente definite “a18, a29…e strade statali” rigorosamente in minuscolo per manutenzione, crolli e pericolosità.
Balle, solo e sempre balle su balle…dal 1964 ad oggi non è cambiato nulla.
Certo,per gran colpa di noi stessi meridionali e di quanti abbiamo lasciato sgovernare le nostre città e regioni,ci mancherebbe altro! Ma, almeno per oggi ed in attesa di momenti “migliori”,si eviti di prenderci per il sedere: la A1 rappresentò il “Sole” innanzitutto per i costruttori, poi per i politici che stanziarono i fondi e per gli (unici) italiani che ne usufruirono in pieno.
Gli “uomini delle nebbie”…quelli che, per “riscaldarsi”, non avevano neppure bisogno si arrivasse a Napoli.

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