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Proposta shock di Calderoli: immunità per il nuovo Senato delle autonomie

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“I Senatori devono essere tutelati al pari dei deputati. O tutti o nessuno”.

Di porcate in politica Calderoli ne ha emanate a josa, a partire dal porcellum, per arrivere alle recenti demenziali uscite da bar su oranghi e simili, mentre era vicepresidente del Senato. Per carità, ha detto che se il democratellum verrà ritenuto decente lo voterà: tutto meglio del suo porcellum, e forse altresì meglio dell’italicum. L’ultimissima porcata, però, riguarda proprio il nuovo Senato così come prospettato dalla riforma della Camera alta del Parlamento, che diventerebbe un mostro burocratico a disposizione degli enti regionali e dei sindaci. Ebbene la stucchevole proposta del nostro prode leghista (emendamento proposto di concerto con Finocchiaro, Pd) è quella di introdurre un’immunità per i novelli senatori nell’esercizio delle loro funzioni. 

L’immunità parlamentare è un istituto sacrosanto, forse abusato, ma comunque per chi scrive necessario a bilanciare i poteri dello stato, che spesso entrano in contrapposizione. Ciò ha in passato permesso a qualche “onorevole” di farla franca, me ha senz’altro fermato sul nascere inchieste altrimenti basate sul nulla, se non sulle simpatie politiche delle toghe. E’ un istituto previsto dal costituente: antico e giusto. Forse da rivedere, ma nella sua sostanza condivisibile. Solo, è previsto per la funzione parlamentare e legislativa: si tratta dunque del proteggere una funzione di rilevanza Statale. Non è nemmeno lontanamente paragonabile, ça va sans dire, la responsabilità di un sindaco o di un consigliere con la responsabilità di un legislatore nazionale. 

Per sua fortuna Calderoli ha l’immunità, perché certe proposte legislative che partorisce sarebbero probabilmente passibili di giudizi di interdizione…

“Se i senatori scrivono la Costituzione e nominano i membri della Consulta e del Csm, devono essere tutelati al pari dei deputati. O tutti o nessuno”, ha aggiunto il politico. Ebbene la nomina di alcuni organismi giudiziari non può essere paragonata ad un’attività legislativa che ha la possibilità, in astratto, di revocare persino tali organi, oltreché di mutarli. Non si può fare di tutt’erba un fascio. Sull’idea (“o tutti o nessuno“) di non concedere l’immunità a nessuno, sicuramente i 5 Stelle sarebbero(sono) favorevoli, ma abbiamo già detto come l’istituto dell’immunità parlamentare sia necessario per bilanciare i poteri istituzionali.

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Redazione Elzeviro.eu

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