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Il disastroso sistema di trasporti pubblici di Torino

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TORINO- Dicono che il capoluogo sabaudo abbia ormai superato quella fase storica in cui tutto all’interno della città doveva essere deciso da madre Fiat. Polo industriale dell’automobile, Torino ha dovuto fare i conti con lo strapotere degli alti vertici dell’azienda nostrana, capaci influenzare in maniera evidente anche le politiche cittadine. Oggi dicono che l’antica Augusta Taurinorum sia diventata polo di cultura e turismo e che abbia finalmente dismesso i panni dell’umile operaia. Eppure a guardar bene viene un sospetto, perché una città per poter essere definita meta di turismo culturale abbisogna di un sistema di trasporti adeguato. E di questo Torino non ne ha mai visto l’ombra, basti pensare che la prima linea, e finora unica, di metropolitana è stata inaugurata nel recentissimo 2006, proprio in occasione delle Olimpiadi invernali (lustro per la città, manche rovina per le casse).

Incomprensibile ritardo dato che i primi progetti per una metropolitana vennero fatti addirittura sotto il fascismo (i parcheggi sotterranei di Via Roma ne sono prova vivente). Milano inaugurò la prima linea nel 1964 e oggi sta per completare la quinta linea, nel 1955 venne costruita a Roma. All’estero il confronto diventa ancora più impari: Barcellona possiede addirittura 11 linee di metro (pur estendendosi la città su una superficie minore di Torino), di cui la prima venne inaugurata addirittura nel 1924; Valencia, città con meno abitanti di Torino, vanta ben 5 linee di metro, con un’inaugurazione datata 1988; e ancora Monaco di Baviera può dire la sua con 7 linee (la prima datata 1971).

I motivi di questo imabarazzante confronto? Sono molteplici, e vanno da ricercare sia nell’influenza che Fiat ha sempre esercitato e continua evidentemente ad esercitare sulle amministrazioni comunali, dato che una metropolitana efficiente avrebbe sminuito il ruolo dell’automobile in città; ma sia anche nella totale incompetenza della maggior parte delle amministrazioni pubbliche che si sono succedute negli anni.

Inoltre le lacune di una metropolitana assolutamente insufficiente non vengono per nulla colmate da un sistema di bus che anzi tende ad accentuare i disagi di una cittadinanza costretta a vivere in macchina. Con passaggi che oscillano su una media tra i 15 e i 20 minuti i pullman seguono itinerari astrusi e cervellotici. Esempio lampante su tutti il collegamento per il nuovo polo universitario di Lungo Dora Siena 100 (comprendente le facoltà di Scienze Politiche e Giurisprudenza), completamente inesistente. Sorvoliamo poi sul fatto che zone di evidente attrazione turistica come la Reggia di Venaria o la Palazzina di Caccia di Stupinigi siano completamente escluse da qualsiasi sistema di trasporto.

La situazione appare così tragica ma nulla di tutto ciò traspare dai discorsi del candidato alla presidenza della Regione Chiamparino intento a tessere le lodi della sua amministrazione che ha saputo creare il debito pubblico più alto d’Italia.

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Di Redazione Elzeviro.eu

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