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Elezioni piemontesi: intervista a Daniele Valle

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Tra un mese esatto i piemontesi si recheranno alle urne per eleggere il Presidente della Regione e i consiglieri regionali, in concomitanza con le elezioni europee. Per la prima volta nella storia la nostra regione è chiamata al voto anticipato, frutto dell’annullamento delle elezioni del 2010 voluto dal Tar e confermato dal Consiglio di Stato in seguito allo scandalo delle firme false nella lista “Pensionati per Cota” di Michele Giovine.  
Le liste sono ormai in procinto di essere depositate in Prefettura, sabato 26 aprile il termine ultimo.
Abbiamo incontrato il presidente della terza circoscrizione, Daniele Valle candidato come consigliere regionale dal PD, di seguito l’intervista.

Come prima cosa dicci, quali sono i punti sui quali concentrerai i tuoi sforzi in caso di vittoria?

Una delle proposte che mi sta a cuore riguarda il progetto “Youth guarantee”, un fondo messo a disposizione dei giovani da parte dell’Unione Europea per garantire un’esperienza formativa per i ragazzi che hanno concluso il corso di studi e intendano inserirsi nel mondo del lavoro. Risorse che potrebbero diventare un volano per l’economia e che possono servire per stage, tirocini e master. Saranno necessarie scelte serie per stabilire come destinarli e per verificare che non vadano sprecati, personalmente credo molto nei risultati che questo progetto può realizzare. Altra questione riguarda sicuramente l’emergenza edilizia, alcuni dei nostri obbiettivi sono ad esempio l’accorpamento delle ATC provinciali in un’unica ATC regionale per snellire le burocrazie, introdurre una differenziazione delle fasce di reddito sotto i 6.000 euro per una diversa e conseguente modulazione progressiva del 14% del reddito corrisposto per il canone per l’accesso al fondo per le morosità. Esistono inoltre locali commerciali che possono essere riconvertiti in abitazioni e inoltre molti alloggi sono sfitti e da ristrutturare. Essi possono venire assegnati alle famiglie con formule che ne prevadeno la ristrutturazione a carico dell’occupante, con agevolazioni quali ad esempio un anno di affitto azzerato se l’inquilino s’impegnerà appunto, nella riparazione.
Gli alloggi vuoti infine, vanno riassegnati: succede spesso che alcuni inquilini finiscano in case di riposo e che gli appartamenti, magari molto grandi, rimangano vuoti. Questi sono solo alcune delle proposte che possono essere messe in atto con successo a livello locale.

 

Cosa rispondi alle critiche provenienti in larga misura dal centrodestra, alla candidatura “dall’alto di Chiamparino” e al suo operato quando era sindaco?

 

Una delle cose di cui il PD è ogoglioso è che facciamo le primarie persino per decidere che carta igienica comprare. In questo caso c’era un accordo tale sulla candidatura che non aveva senso farle.

Chiamparino è talmente popolare che nessuno si è sentito di sfidarlo e io direi che è meglio così.

Le primarie funzionano e hanno senso nel caso in cui vi siano progetti politici differenti, se dobbiamo solo contarci o se devo fare le primarie con Chiamparino così perdo malamente e lui mi fa fare l’assessore o mi mette nel listino è meglio non perder tempo, lo dico da militante più che da dirigente politico.

Il nervosismo del centrodestra deriva dal fatto che la candidatura di Chiamparino è molto forte ed è in grado di allargare il perimentro dei consensi che tradizionalmente il centrosinistra intercetta; la Mercedes Bresso con pregi e difetti, era ad esempio molto identataria, la candidata della sinistra laica, una ex radicale.

Giudizio sul suo periodo da sindaco…beh, penso sia un errore considerare solo i suoi anni di mandato, perchè il ciclo completo da analizzare sarebbe quello nato con Castellani e durato 18 anni, più gli 8 di Valentino e infine i 10 di Chiamparino. I grandi investiementi son stati invastiti prima, ma i tempi della politica son tali per cui le persone passano, come gli anni, paradossalmente dal punto di vista del centrodestra dovrebbe avere più “responsabilità” Castellani, io invece dico che ha più “meriti”, perchè son contento che si siano fatte quelle scelte.

Chiamparino le ha portate egregiamente a termine e ne ha raccolto i frutti anche in termini di popolarità dall’alto. Ovvio che per fare certi tipi di investimenti bisogna indebitarsi, ma non bisogna però nascondersi: ci son stati degli sprechi durante quel periodo, si è sottovalutato il livello di indebitamento perchè non si pensava che sarebbe arrivata una crisi economica così aspra, se avessimo una situazione non dico florida, ma costante rispetto a quella del 2007-2008-2009, oggi non saremmo in queste difficoltà.

Il livello di indebitamento era stato pensato per un tipo di risposta differente da quello che oggi siamo in grado di dare, le due cose insieme ci hanno reso la vita difficile.

 

Scatta la domanda di rito, riguardo lo scandalo che ha coinvolto la giunta Cota. Il centrodestra unanime ha dichiarato in sostanza che il tutto è dovuto in larga misura all’immorale operato dei giudici contestando la concessione di elementi discrezionali al centrosinistra quali la buona fede, elementi mancanti nel giudicare il centrodestra, la solita solfa delle toghe rosse insomma.

Tu cosa pensi a riguardo?

 

Sono stati coinvolti anche esponenti del centrosinistra, ma non è un caso che tutti i casi del PD siano stati archiviati: la differenza è tecnica.

Al contrario degli altri, il gruppo consigliere del PD ha sempre avuto un meccanismo centralizzato del controllo e questo ha fatto sì che tutti avessero una posizione uguale perchè vi era un ufficio che si occupava di tutto, omogenizzando le posizioni e innescando quindi un meccanismo di controllo sociale, perchè se tu sai che tre persone hanno 30 euro a testa e ognuno con questi soldi va a far quello che vuole nessuno saprà mai cosa ha fatto l’altro con i suoi 30 euro, ma se invece abbiamo 90 euro da spendere in tre, sempre 30 euro a testa, ma ciascuno deve dire all’altro cosa ne fa è chiaro che vi è un controllo reciproco e anche più pudore nello spendere quei soldi.

Una organizzazione diversa che fa la differenza.

Se ti compri 40 euro di mutande, o spendi 5000 euro in una borsa, non puoi dire che sia colpa dei giudici. Puoi anche non essere colpevole, magari puoi dire che la legge è scritta male, magari il giudice ti assolve perchè non vi è estremo di reato. Ma il problema non è del reato, perchè i 40 euro spesi da Cota son niente, è una questione bagatellare, non cambia nulla a nessuno. Il punto è che si è fregato 40 euro per delle mutande, è un nodo politico non una questione di cifre. La domanda dovrebbe essere chi li ha rubati e per cosa: se un uomo ruba una mela per fame nessuno potrà averlo in odio. Ma se chi ruba la mela è consigliere regionale che andava a fare il giudice al concorso delle mele è chiaro che la questione cambia.


Sul web in molte foto compari accanto a Renzi. Cosa pensi del suo operato, sei favorevole all’abolizione delle Province? E se sì, lo saresti anche se succedesse lo stesso alle Regioni?

 

Credo sia stato giusto abolirle perchè l’attesa e l’aspettativa dell’opinione pubblica a riguardo era talmente forte che non si poteva deludere. Non si è arrivati a questo tanto per l’ente in sé, che aveva una sua funzione, ma quanto per il proliferare delle province.

Se gli enti provinciali, i territori, i sindaci, le comunità locali e gli stessi cittadini avessero avuto l’accortezza di non spingere per la crezione di una propria provincia, perchè diciamocelo ognuno la pensa un po’ così: “tutte le province fanno schifo tranne la mia che ha una storia, una particolarità territoriale, le altre che son troppe e vanno abolite”.

In Italia siamo partiti con 60 province e siamo arrivati a 100 in quarant’anni, questo spreco complessivo ha fatto montare una dura rabbia sopratutto perchè in città grandi è difficile capire cos’è una provincia. La riforma più corretta sarebbe stata arrivare in tempo prima che la rabbia montasse davvero e dimezzarle, portandole a quattro come era stato proposto in Piemonte.

Io conto molto sulla realizzazione di una buona area metropolitana che se non sarà fatta per bene, farà sentire la mancanza della provincia. La nostra aerea metropolitana è la più grande per territorio e numero di comuni, questo rende tutto più complesso: 315 comuni, 415 sindaci e tantissimi consiglieri comunali, tante teste e magari tutte con idee distanti tra loro. Se l’area metropolitana decolla potrà essere un buon succedaneo della provincia.

Dopo la riforma costituzionale le Regioni dovranno accompagnare la formazione di vaste aree di servizio per comuni e consorzi. Eliminare la provincia ci concede comunque una opportunità in più, quella di tarare per ciascun servizio l’area ottimale in cui effettuarlo. Bello da raccontare, ma difficile e la Regione da questo punto di vista ha grandi responsabilità.

 

Un’altra sfida della Regione sarà anche quella in campo sanitario, in questi giorni ad esempio abbiamo assistito alla svendita del Gradenigo all’Humanitas passando così da ente no profit a profit e secondo una legge del 1985, perderà per questo la sua condizione di presidio della sanità pubblica…

 

Il piano socio-sanitario è essenzialmente da ricostituire, in quattro anni ce ne son stati tre diversi e nessuno di essi ha visto poi la luce, anche per motivi noti che riguardanti i consiglieri, di carattere legale.

Ciclicamente son stati toccati tutti gli ospedali, basti pensare al Martini, all’Amedeo di Savoia, al Valdese. C’è bisogno di un forte atto di amministrazione che guardi il più lontano possibile anche perchè un atto di questo tipo ha bisogno di almeno dieci anni per completarsi.

 

Passiamo oltre. La questione delle quote rosa ha fatto scaturire molte polemiche, infine la proposta è stata bocciata con 335 voti contrari e 227. La lista Chiamparino presenta il 50% delle presenza femminili. Tutelare le donne trattandole come una specie in via d’estinzione e non secondo le loro competenze strumentalizzandole politicamente, non è a sua volta discriminatorio? E’ essa stessa è indice di arretratezza culturale. Non sarebbe meglio occuparsi di altre questioni come le “dimissioni in bianco”?

 

C’è un tema di presenza delle donne negli enti elettivi che le vede più o meno penalizzate e questo è un fatto. Ma c’è da dire e questo vale anche per i giovani, che quelli in gamba prima o poi vengon fuori. Siamo arretrati culturalmente da questo punto di vista, hai ragione. Ci son però diversi strumenti con cui si può provare a porvi rimedio, questa proposta vi rientra in quanto la ritengo essere una discriminazione, ma positiva e necessaria almeno inizialmente, come si è fatto in per i neri nelle università americane, si cerca di innescare un meccanismo che deve prendere a girare sino a che ad un certo punto la legge stessa sarà inutile e potrà anche essere eliminata.

Il problema più rilevante è riuscire a trovare gli strumenti più corretti per farlo, io per esempio ritengo che la doppia preferenza sia un bel meccanismo perchè non si è obbligati a scegliere una donna, ma si dona solo una oppurtunità in più che se non ha riscontro non è semplicemente votata.
 

…Altrimenti finisce che il voto va regalato alle donne solo perchè tali, non perchè guadagnato lavorando sul campo o con il formarsi di competenze.

 

Il listino bloccato infatti dovrebbe a parer mio essere abolito, perchè spesso vi compaiono persone non competenti e scelte per avere accanto i fedelissimi, senza alcuna selezione di merito, usando una regola per forzare un risultato democratico. Nelle europee ad esempio, è stato introdotto il principio per cui su tre almeno una deve essere una donna o almeno uno deve essere un uomo, altrimenti ne risultano soltanto due, ed è un pricipio che mi garba. Peraltro anche con la tripla preferenza, io ho fatto il conto e alle europee ho sempre votato almeno una o due donne e anche questa volta lo avrei comunque fatto. In ogni caso probabilmente molti non lo avrebbero fatto e questo rappresenta solo uno stimolo in più, un incoraggiamento a porvi attenzione.

La coptazione dura e pura a me non piace e non credo sia la soluzione perchè è troppo distante come modello da quello del voto a preferenza.

 

 

Infine, un ultima domanda: che idea ti sei fatto della Lista Tsipras? E’ la solita scopiazzatura di esperienze e ricette ben riuscite altrove e che si tenta di importare qui come minestrone che accozza ingredienti distanti tra loro o una ricetta che con buone probabilità si potrà trasformare in una portata principale?

 

Culturalemente è una sfida interessante, elettoralmente sarà sfortunata perchè la capacità che aveva quel tipo di proposta di sinistra forte di intercettare l’opinone pubblica e il malcontento popolare sia ormai esaurita per colpa della sinistra stessa, secondo me la seconda volta che essa ha assassinato Prodi si è suicidata per sempre, perchè così facendo han perso sia i più “governativi” sia i più “rivoluzionari”.

Si è bruciato un credito che non si riesce più a recupepare, son stati fatti molti esperimenti: l’arcobaleno, sel ecc ma quel tipo di elettorato d’opinione si è spostato prima su IDV e poi sul M5S e domani chi lo sa, ma non li vedo efficaci. Il segmento di mercato che toccano è troppo intasato, è un po’ il paradosso del convegno organizzato da Civico20news dell’11 aprile al quale ho partecipato ed in cui ero l’unico esponente favorevole all’Europa, questo mi ha fatto in realtà un favore perchè qualsiasi persona presente che la pensasse vagamente così, poteva volgere il suo sguardo solo su di me, uno svantaggio che diventa in pratica una occasione positiva. Al mio partito contesto di non avere ancora il coraggio necessario per buttarsi in queste cose.

Tsipras va alla grande dove vi un enorme partito socialdemocratico che spinge per l’Europa e un partito conservatore che fa lo stesso, lui è l’unico che offre una alternativa di sfogo contrario e perciò arriva a prendere sicuramente consensi, ma detto molto semplificando, qui in Italia è esattamente il contrario.

 

Ringraziamo Daniele Valle per la sua disponibilità.

 

Allegra Romana Monti

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Di Redazione Elzeviro.eu

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