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Quel pasticciaccio brutto al Vigorito di Benevento

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COMMENTO AL CAMPIONATO

Mentre l’Inter asfalta la Samp e la Fiorentina fa altrettanto con la Lazio a Benevento succede un bruttissimo pasticcio arbitrale che getta più di un ombra su un campionato che definire regolare è dire tanto…forse troppo.

Il Napoli da parte sua non fa fatica a gestire la sua ennesima vittoria sul campo dello Spezia. L’Atalanta continua ad azzeccare cinquine sulla ruota maestosa del suo campionato. La Juve deraglia pure a Torino con il Milan: ora per la Champion’s si fa dura. Pari tra Udinese e Bologna. Il Sassuolo continua la sua corsa verso l’Europa vincendo contro il Genoa. Pari e patta tra Toro e Verona. Larga vittoria della Roma contro il Crotone.

Nel campionato che ormai volge al termine e con i soliti risultati da una parte : vedi Inter, Napoli e Atalanta che insieme ne fanno 14 e ne subiscono appena 4 e dall’altra le cadute rovinose di Lazio e Juve affossate quasi definitivamente nelle loro speranze di raggiungere il torneo più ambito, a Benevento si è registrata una delle pagine francamente più “incresciose” e incredibili della storia del calcio.

Qui non si tratta della solita interpretazione dell’arbitro che da essere umano può sbagliare o azzeccarci, qui abbiamo assistito in diretta al clamoroso fallimento di un’intera classe arbitrale e insieme a questa del sistema Var nel suo complesso che non solo ieri ma anche in molte altre occasioni del campionato ha dimostrato di non essere assolutamente in grado di gestire quello per cui era stato introdotto.

Il Video Assistant Referee

quando venne introdotto doveva essere il vero deus ex machina in grado di mettere una volta per tutte chiarezza sulle situazioni ibride e nebulose dando così una mano agli arbitri nel loro operato decisionale. Cosa che si verifica in automatica con il Goal Decision System quando si deve decidere se il pallone è entrato o no in porta oppure quando si deve stabilire con certezza se un giocatore era o no in fuorigioco.

In Italia purtroppo a questo riguardo si deve  scontare anche un’impreparazione di fondo della classe arbitrale che così come è adesso andrebbe rifondata da zero. Non è più possibile infatti avere degli arbitri che non siano dei professionisti e che durante la settimana se ne vadano tranquillamente in ufficio con la valigetta in mano, salvo poi il week end fare i disastri a cui assistiamo regolarmente ogni turno.

Ieri il Var ha dimostrato senza ombra di dubbio che così come viene gestito in Italia non serve assolutamente a nulla se non a spezzettare il gioco e a rendere innaturale dopo ogni goal il dover aspettare anche uno o due minuti per confermare o meno l’esultanza già esternata. L’incompetenza arbitrale ovviamente non è solo quella delle giacchette chiamate a dirigere le partite ma anche e soprattutto di quelle stesse giacchette quando sono messe in postazione davanti ai monitor.

Quanto successo ieri al Var è la squallida rappresentazione di un giocattolo che i nostri arbitri dopo anni non hanno ancora imparato a gestire come si deve e che lungi dall’eliminare le polemiche non fa altro che rinfocolarle ancora di più.

E’ inammissibile che quando un Milinkovic

tocca chiaramente prima il pallone per poi sfiorare la testa dell’avversario solo in un secondo tempo  non possa essere veduto e interpretato correttamente al Var. E’ inammissibile che una rete fatta di mano da un attaccante non venga vista neppure al Var nonostante le immagini siano chiare ed evidenti, vedi il goal di Cutrone del Milan contro la stessa Lazio due anni fa.

Ed è inammissibile che ieri dopo che l’arbitro Doveri assegna il rigore netto di Asamoah ai danni di Viola, il Var con Mazzoleni richiami lo stesso arbitro per fargli notare che, non si sa bene come, il rigore non c’e e che lo stesso Doveri alla fine cambi la propria decisione decidendo di non assegnarlo più, condannando in questa maniera una squadra che si sta giocando con i denti e con le unghie la propria permanenza nella massima serie.

Non ce la sentiamo di condannare le durissime parole del ds del Benevento Pasquale Foggia ieri a fine partita nei confronti dello stesso Mazzoleni. l’ex giocatore dice che se leggero contatto c’era, e dalle immagini la cosa appare assolutamente evidente, bisognava andarlo a  rivedere con l’attenzione dovuta.

Foggia poi aggiunge altre parole evidentemente dettate dalla rabbia di non poter fare i conti per il proprio destino soltanto sulle proprie forze ma anche e soprattutto sugli errori di chi dovrebbe invece garantire, e non lo fa, la regolarità del torneo.

Lo stesso Inzaghi ha riportato quanto Doveri gli aveva detto

riguardo al fatto ammettendo che, anche se leggero, il contatto c’era. E allora che senso aveva l’intervento postumo del Var ci chiediamo noi. Insomma in Italia ancora non hanno capito come e quando gestire uno strumento che alla fine, così come è usato ora, sarebbe da rimettere in soffitta ed archiviare tra i brutti ricordi perché a farne le spese sono poi sempre le squadre meno potenti e meno blasonate.

Quelle che se vanno a protestare non succede niente di positivo a differenza di quanto avviene anche mediaticamente se a urlare ai quattro venti sono i dirigenti delle corazzate del calcio italiano. A questo aggiungi una confusione interpretativa delle regole che continua ad aumentare in modo progressivo con il moltiplicarsi delle zone d’ombra che creano solo incertezza e difficoltà gestionali da parte non solo della classe arbitrale ma anche della stessa AIA.

Un’AIA che non sa più da che parte rigirarsi e che non è riuscita a tenere il passo di fronte alla velocizzazione del calcio moderno ben diverso da quello che si giocava trent’anni fa. Se non è arrivata l’ora di una rivoluzione tecnologica e regolamentare ci siamo molto vicini: non capire questo sarebbe colpa grave.

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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