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E se Davide riuscisse a battere di nuovo Golia?

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Quello che si gioca questa sera è l’ennesimo esempio dell’eterna sfida tra il più forte e il più debole. Una sfida che si protrae da sempre e che si ripete a tutti i livelli dell’universo vivente. Non siamo nati uguali e dotati degli stessi talenti, qualcuno, vuoi per dono di natura o vuoi per differenti opportunità, riesce ad ottenere nella vita quello che ad altri è impossibile solo immaginare. La vita però è bella proprio per questo motivo perché se no saremmo tutti uguali, automi fatti con lo stampino e in questo caso madre natura o, per chi ci crede, Dio Onnipotente, avrebbe finito per lavorare a vuoto perché la replica infinita di esseri identici sarebbe assolutamente inutile e ridondante.

 

Il mondo vivente è insomma questo con le gazzelle da una parte e i leoni dall’altra, prede e predatori, potenti e deboli o…meno forti, ma una cosa va detta: il leone non sempre riesce a papparsi la gazzella perché se così fosse il mondo finirebbe perché i predatori non avendo più prede sarebbero costretti a sbranarsi l’uno con l’altro e a loro volta si estinguerebbero. La finale di Coppa Italia di questa sera non fa eccezione a questa legge fondamentale di natura: Golia alias Juventus non ha la certezza matematica di prevalere, come logica direbbe, contro la Lazio e quest’ultima non scenderà in campo con la fatidica e fatale certezza di lasciarci le penne perché se così fosse tanto varrebbe non giocare neppure.

 

Ricordiamo come un certo Davide, giocando sull’astuzia, riuscì ad atterrare colui contro il quale altrimenti non ci sarebbe stata partita. Stesso discorso per le gazzelle: quelle che di solito si salvano dalle zanne e dagli artigli del leone sono comunque sempre la maggioranza mentre quelle che soccombono stando alle statistiche rappresentano pur sempre l’eccezione. La forza bruta infatti può sempre essere neutralizzata dalla forza e dalla velocità del pensiero, quel pensiero che ti fa fare cose che vanno al di là di quegli schemi tanto cari a chi è e si sente più forte. Ecco perché molte volte il leone rimane a bocca asciutta.

 

Lo strapotere della Juve rispetto alla Lazio è quasi surreale: 31 scudetti contro 2 stanno a dimostrare quanto i bianconeri siano distanti non solo dalla Lazio ma dalla maggior parte delle altre squadre italiane, Milan e Inter escluse. Discorso che però si stempera parecchio a livello di coppe nazionali e no dove il gap si riduce sensibilmente: in questo caso la Lazio può sfoggiare nella sua bacheca ben 11 trofei contro i 25 della Juve. Quello che però fa la differenza alla fine è il gap tra i fatturati delle due società, un gap che ha permesso alla società di Corso Galileo Ferraris di allestire una squadra che almeno in Italia non ha rivali. Un gap che paradossalmente non sembra però essersi trasformato di una differenza altrettanto abissale a livello tecnico perché la squadra romana in questo momento rappresenta comunque dopo la Juve il meglio che c’è sulla piazza italiana.

 

Quindi ora come ora tra Golia e Davide non c’è la differenza muscolare che esiste tra un gigante ed un normale essere mortale ma una distanza che si può al limite calcolare in termini di punti di percentuale: diciamo 100 a 90. Quel dieci per cento di plus valore che nel calcio può essere determinante ma che può comunque essere in qualche modo azzerato dalle diverse motivazioni che l’animo umano è in grado di tirare fuori. Motivazioni maggiori di chi desidera un certo traguardo con maggiore forza rispetto a chi potrebbe anche guardare oltre perché ha traguardi di ben altro spessore, vedi finale di Champion’s. Di solito tra un ricco e un povero la fame e le maggiori motivazioni ce l’ha il secondo se non altro per semplice spirito di sopravvivenza.

Ecco perché quindi stasera alla fine potrebbe spuntarla di nuovo Davide ma per farlo dovrà usare le armi a sua disposizione ovvero l’astuzia e la tattica ma soprattutto dovrà scrutare quelli che sono i pochi punti deboli dell’avversario perché non esiste gigante, predatore, super guerriero che non ne abbia: basta solo osservare con attenzione, aspettare pazientemente e infine colpire al momento più opportuno quando la guardia del gigante è per una frazione di secondo scoperta. Così fece il buon Davide quando con un lancio preciso colpì in modo letale con la sua fionda il…leviatano che gli si era parato dinanzi e così dovrà provare a fare la Lazio questa sera ben sapendo che in quella frazione di secondo dovrà colpire con letale e spietata precisione ben sapendo che non ci saranno altre occasioni e che in caso di sbaglio la vittoria sarebbe inevitabilmente di Golia

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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