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Quattro volte Juve!

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COMMENTO AL CAMPIONATO

 

La Juventus si aggiudica il suo quarto scudetto consecutivo andando a vincere a Genova con la Sampdoria. Contro sorpasso della Roma che vince contro il Genoa ai danni di una Lazio irriconoscibile che riesce a mala pena a pareggiare a Bergamo. Il Chievo impone il pareggio anche a San Siro contro un’Inter poco concreta. Fiorentina a valanga contro il Cesena. Verona matato dal signor Di Natale. Pari senza squilli tra Sassuolo e Palermo. Continua a sprofondare il Milan annientato da un Napoli che ora vede la Champion’s. Questa sera Cagliari-Parma e mercoledì Torino Empoli.

 

La Juventus vince il suo 31° titolo, quarto consecutivo, vincendo a Genova con una rete di Vidal. Pratica conclusa senza neanche troppi patemi contro una Samp in chiaro debito di ossigeno. Il goal di testa del cileno è sufficiente a raggiungere l’obiettivo con quattro giornate di anticipo. Per il resto partita giudiziosa con un Tevez che si è ben guardato da rischiare le gambe limitandosi a fare un’allegra sgambata giusto per prepararsi alla madre di tutte le battaglie che si giocherà martedì sera allo Juventus Stadium. Chiusa la pratichina del campionato occorre ora provare a entrare, dopo anni e anni di silenzi, di nuovo nella storia e, per questo, occorrerà la miglior Juve di quest’anno…insomma il motore di questa Ferrari dovrà essere spinto al massimo numero di giri rischiando anche di rompere se il caso, alternative non ce ne sono: o si vince e si fa l’Europa o si torna a casa anche se, questa volta, sarebbe un ritorno pieno di onore e di soddisfazioni.

Tratteniamo quindi il fiato e prepariamoci a soffrire pensando che se Pirlo saprà essere Pirlo, Tevez l’Apache, Vidal e Marchisio quello che sono sempre stati e la difesa il muro di sempre, qualche speranziella più che concreta di vedere i colori bianconeri nella notte magica di Berlino esiste. Chissà che non sentiamo di nuovo la voce strozzata e stravolta del buon Caressa che ci dice “Andiamo a Berlino!!!!!”, sarebbe bello risentirla.

Sul fronte zona Champion’s, registriamo il contro sorpasso nei confronti dei cugini da parte della Roma che stende con un perentorio due a zero un Genoa che inizia a giocare soltanto nel secondo tempo quando i soliti buoi sono già sfuggiti dal recinto. Doumbia rischia di diventare l’uomo della provvidenza in questo arroventato finale stracittadino. E’ di nuovo sua infatti la rete decisiva che da i tre punti alla lupa mentre il secondo goal eccessivamente esaltato di Florenzi, messo a segno a tempo quasi scaduto e con il Genoa totalmente scoperto per l’assedio finale, non aggiunge nulla a quanto di assolutamente determinante aveva fatto l’ivoriano.

Una Lazio a tratti irriconoscibile e orba della sua spina dorsale: De Vrij, Biglia e Klose, subisce per lunghi tratti l’aggressività e l’esplosività della dea bergamasca che mette alle corde Mauri & C diverse volte tanto che, se non fosse per Marchetti in versione “uomo ragno”, la partita avrebbe potuto trasformarsi in una mattanza. Nella Lazio uno dei pochi a salvarsi è il solito Parolo che dal suo cilindro tira fuori uno dei suoi altrettanto soliti colpi ad effetto: una mezza rovesciata su calcio d’angolo che ridà fiato alle speranze biancocelesti. Sul fronte attacco è quasi irritante la leggerezza con cui Keita fallisce una dopo l’altra le tante occasioni che il destino continua a offrirgli benignamente. Il ragazzo è bravo se gioca sulla fascia sinistra e fa il mestiere che più gli si addice cioè quello di mettere gli altri nelle condizioni di segnare: ma guai a chiedergli di diventare cecchino infallibile…si vede che non è e non sarà mai il suo mestiere. Mauri e Candreva non sono mai pervenuti mentre Mauricio diventa la brutta copia di Novaretti se non lo si fa giocare vicino a uno come De Vrij.

Ora la situazione si fa pesante perché non solo la Roma ha messo la freccia ma il Napoli sta andando avanti come un treno: il rischio che questa Lazio, dopo aver illuso, possa alla fine sprofondare al quarto posto è più che concreto. Le prossime quattro partite dovranno essere giocate con il pugnale tra i denti, non ci sono alternative: solo vincendole tutte o almeno provandoci con tutte le forze, il secondo, ma a questo punto anche il terzo posto, potranno essere messi in cassaforte. Il ritorno della spina dorsale di cui sopra dovrebbe mettere comunque molte cose a posto. A posto non lo sono per niente invece le cose per il Milan che regge un solo tempo al San Paolo neutralizzando anche un rigore, ma poi la sua leggerezza difensiva unitamente ad un progetto tecnico tattico approssimativo permettono al Napoli di scatenare la sua enorme forza d’urto…e non c’è stata più storia. Mancanza di storia che ci auguriamo continui pure in Europa League dove il Napoli è chiamato questa volta a svolgere un ruolo di primo piano insieme alla Fiorentina: a contendere la Super Coppa  ai prossimi campioni d’Europa all’inizio della prossima stagione vogliamo un’italiana…a tutti i costi.

Fiorentina che non fatica più di tanto a stendere un Cesena sempre più avviato ad un sereno ritorno in B. Ci pensa la premiata ditta IlicicGilardino a cogliere il fiore della settima vittoria in casa della stagione. Una Fiorentina che ora è di nuovo in zona Europa League e sembra volerci restare a titolo definitivo approfittando dei disagi di fine stagione delle due genovesi. Per far questo, stesso discorso vale per i partenopei, dovrà cercare di dosare forze ed energie residue tra coppa e campionato ben sapendo che i successi nella prima potrebbero servire da moltiplicatori di quelle stesse energie altrimenti non infinite. Il Verona diventa fatale…anche per sé stesso grazie al magico tacchetto di un certo signor Di Natale detto Totò. Ai ragazzi di Mandorlini evidentemente il raggiungimento della salvezza ha tolto le residue energie e motivazioni per un campionato bello che concluso.

Energie e motivazioni che continuano invece a sussistere e anzi aumentano di partita in partita per quanto riguarda i cugini del balcone di fronte che si divertono a gelare le speranze di chi li ospita di volta in volta nel proprio stadio…Lazio e Inter ne sanno qualcosa. Come con i biancocelesti infatti i clivensi si sono ripetuti anche con la squadra di Mancini le cui speranze di raggiungere la zona Europa League subiscono una decisa flessione. Maran riesce a ripetere quanto di buono…anzi ottimo fatto vedere contro la Lazio e la sua formidabile linea Maginot da centro campo fino alla difesa tiene benissimo la pressione nerazzurra e anzi in almeno tre occasioni ci vuole il migliore Handanovic per togliere le classiche castagne dal fuoco mentre in una è bastata la…miglior traversa. Mancini continua a credere al traguardo ma intanto domenica si va all’Olimpico di una Lazio finalmente al completo e…non sarà per nulla facile.

Finisce zero a zero la sfida…tranquillità tra Palermo e Sassuolo, due squadre che non sembrano avere più nulla da dire e da fare da qui alla fine del campionato. Stasera il Cagliari si gioca l’ultima chance per mantenere in piedi la speranza della salvezza. Se dovesse fallire rimarrebbe solo la…speranza della matematica. Si chiude mercoledì sera con il Toro che contro l’Empoli ha la grande chance di riacciuffare la zona Europa League e…non è detto che non ci riesca: l’adrenalina post derby è ancora in circolo. 

 

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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