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Dopo vent’anni la Corrida la vince il Toro

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COMMENTO AL CAMPIONATO

 

I granata dopo due decenni di predominio bianconero si aggiudicano il derby dell’Olimpico. Si deve registrare un assalto al pullman della Juve prima della partita e una bomba carta sulla curva dei tifosi granata: bilancio di dieci feriti, cinque arresti e due denunce. Derby infinito tra le due romane con la Lazio che non riesce ad approfittare della sconfitta della Roma con l’Inter e viene raggiunta in casa dal Chievo. Ruggisce il Napoli che stravince contro la Samp e ora è a meno due dalla zona Champion’s. Ennesimo scivolone del Milan di Inzaghi sconfitto dall’Udinese. La Fiorentina paga le fatiche di coppa e viene annichilita  dal Cagliari al Franchi. Vittorie importanti del Genoa contro il Cesena e del Verona contro il Sassuolo. Ennesima impresa del Parma contro il Palermo, pari combattuto tra Atalanta ed Empoli.

 

Dopo due decenni di patimenti e di sottomissioni il Toro riesce nell’impresa di sconfiggere il suo avversario di sempre: Madama Juve. Cosa che gli consente pure di avvicinarsi a soli tre punti dalla zona Europa League. Non si possono non registrare a latere gli inquietanti episodi di violenza avvenuti prima e durante la partita. Si registrano purtroppo diversi scontri tra tifosi di fede opposta sedati dalle forze dell’ordine, l’assalto al pullman della Juve, che a stento è riuscito grazie all’intervento sempre delle forze dell’ordine a raggiungere l’interno dello stadio, e infine lo scoppio di una bomba carta nella curva Primavera del Toro che, secondo gli ultimi aggiornamenti, sarebbe stata confezionata nella stessa curva dove poi sarebbe esplosa forse per un incidente, bomba che ha provocato il ferimento di ben nove tifosi. Un preambolo questo che ha finito con il rovinare quello che doveva essere al di là di tutto un grande evento sportivo.

Tornando alla partita, inizia bene la Juve che passa in vantaggio grazie ad una delle solite punizioni alla Pirlo. Bravo il Torino a reagire e pareggiare con Dartagnan Darmian allo scadere del primo tempo e poi a dare il colpo di grazia con un gran goal di Quagliarella che raggiunge quota 13 reti in campionato. I soldati di Ventura ora possono gioire non solo per la ritrovata supremazia nel Derby ma anche per il riavvicinamento a quella benedetta zona Europa League che ora è lì a soli tre passi visto che la Samp non ha preso punti al San Paolo. Continua il duello delle romane che si comportano come Peppone e Don Camillo quando si affrontano in una corsa all’ultima pedalata in bicicletta superandosi a vicenda per poi rallentare di nuovo e aspettare il ritorno dell’antagonista di sempre.

La Lazio, così come aveva fatto la Roma la settimana scorsa in occasione della sconfitta biancoceleste in casa della Juve, non ha saputo approfittare in pieno della strada che sabato sera le si era spianata davanti. Al cospetto di un Chievo quadrato quanto basta ma soprattutto senza quasi tutti i titolari del centrocampo, la compagine di Pioli ha finito con lo smarrire la strada. Vedendo giocare Ledesma e Onazi abbiamo capito come mai la Lazio degli anni scorsi, Coppa Italia a parte, non riusciva mai a fare il decisivo salto di qualità. I pasticci di Onazi insieme ai passaggi errati e alla lentezza pachidermica di Ledesma hanno finito con il togliere smalto al gioco laziale che si è scontrato contro il muro invalicaabile dei gialloblu. La rete splendida da…neopatentato di her Klose illude i 45.000 ma la solita amnesia difensiva sul fronte sinistro del sistema difensivo laziale mette Paloschi in condizione di far molto male e di ammutolire definitivamente lo stadio. In questa Lazio non si può assolutamente fare a meno di gente come Biglia, Parolo, Mauri (l’elemento più intelligente dal punto di vista tattico di tutta la squadra), De Vrij e anche di…Anderson ieri presente in campo ma pervenuto soltanto a spizzichi e bocconi.

Ma forse a questo punto non si può neanche fare a meno di uno…stregone professionista con tanto di riti propiziatori e…patentino al seguito. La Lazio infatti, tra tutte le squadre di serie A, è quella che ha il record di maggiori infortuni e…quello conseguente di maggior numero di infortunati costretti a guardarsi la partita dalla tribuna. Fossimo in Lotito andremmo a ripescare quel guru-santone con il quale era stato visto un po’ di tempo fa: forse una rinfrescatina di quanto fatto allora non guasterebbe. Sul fronte giallorosso ennesimo scivolone questa volta al cospetto di un’Inter umile ma tenace che ha subito a lungo il predominio romanista ma ha trovato nell’ex profeta laziale e nell’acuto finale di Maurito le armi letali per stendere la squadra di Garcia. Garcia che ora dovrà andare a depositare un mazzo di fiori insieme ad una lettera di ringraziamenti davanti alla sede veronese del Chievo così come la Lazio aveva fatto con il suo ex zio Edy.

Tra i due litiganti di cui sopra alla fine, guarda un po’, potrebbe spuntarla proprio il Napoli che ieri prima va sotto grazie ad un autogoal di Albiol e poi sotterra la Samp di Sinisa sotto un diluvio di reti con i suoi…soliti noti: Gabbiadini, Higuain (doppietta per lui) e Insigne. Ora la Champion’s è di nuovo ad un passo ma si dovranno dosare le energie perché anche l’Europa League è ad un passo e val bene una…finale e chissà forse anche la coppa stessa. Il Milan, ormai non fa più neppure notizia, perde nuovamente: questa volta al cospetto di un’Udinese che sembra aver ripreso convinzione e fiducia nei suoi mezzi anche se per lei si può comunque parlare di campionato senza più obiettivi.

Fa specie eccome invece la sconfitta casalinga della Fiorentina che subisce un uno due micidiale ad opera di RoboCop un vero e proprio super eroe o se preferite marziano al cui confronto i giocatori della Fiorentina, ad esclusione del solo Vargas, hanno fatto la figura dei comunissimi mortali. A questo punto sono chiare due cose: il dopo Zeman sembra aver giovato eccome alla banda isolana mentre l’Europa League in corso sembra aver tolto definitivamente alla Viola gli stimoli per far bene in campionato. Questione forse di una coperta un po’ corta forse non tanto a livello di energie fisiche vere e proprie e di panchina più o meno corta ma forse anche e soprattutto a livello di stimoli mentali ora come ora totalmente concentrati in funzione europea. Da registrare le importanti vittorie del Genoa, come il Toro di nuovo in lizza per un posto in Europa, e del Verona ad un passo ormai dalla quota salvifica dei 40 punti.

L’Atalanta dello zio Reja continua ad accumulare punticino su punticino ma la vittoria del Cagliari proprio non ci voleva e…intanto mercoledì ci sarà l’ennesima sfida salvezza con il Cesena e domenica la sfida con gli ex cuginetti orbi di tanto zio…qualcosa ci dice che per i nerazzurri è giunto forse il momento del….qui o si fa l’Italia o si muore. Da sottolineare l’ennesimo miracolo di chi non avrebbe più nulla da chiedere al campionato ovvero del mai domo Parma che, da quando le cose hanno incominciato a peggiorare, tra altri punti tolti, fallimenti societari e quant’altro ucciderebbe un elefante, ha trovato le energie per vendere cara la pelle…per mercoledì’ sera la Lazio è avvisata: i rischi di un altro bastone tra le ruote biancocelesti è alto.  

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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