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L’Europa League è di nuovo un Mare Nostrum

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La Fiorentina domina contro la Dinamo Kiev mentre il Napoli pareggia in casa contro i tedeschi. Le semifinali di Europa League tornano a colorarsi di azzurro e forse sarà derby italiano, se non subito almeno in finale. Le avversarie saranno il Siviglia e gli ucraini del Dnipro. Oggi a Nyon i sorteggi sia per la Champion’s che per l’Europa League.

 

L’Italia è tornata a ruggire in Europa e lo ha fatto rialzandosi da quelle ceneri a cui si era ridotta dopo anni e anni di sofferenze, di scelte anche sbagliate forse anche condite da una certa mentalità provinciale. Le nostre società di calcio hanno incominciato a dare a Cesare (alias Europa) quel che era di Cesare buttandosi con maggior convinzione nei tornei che contano. Il male di sempre, quel certo attaccamento morboso al nostro ben misero campionatino di provincia che rendeva le nostre squadre orgogliose e palpitanti nei campi di casa ma tremebonde e anche colpevolmente svogliate appena si varcava la frontiera, è forse stato debellato.

C’è voluto del tempo e forse ce ne vorrà ancora perché le ricadute sono sempre in agguato ma forse l’intero movimento del calcio italiano ha finalmente capito la lezione: continuare a dare somma importanza solo e soltanto al calcio nostrano snobbando come si era sempre fatto negli ultimi anni le coppe stava per far piombare l’intero calcio italiano nelle buie retrovie del continente. Finalmente certa pigrizia consolidata e certi limiti anche culturali, perché a nostro giudizio di questo si è trattato e non di inadeguatezza tecnico tattica, sono stati superati perché qualcuno ha capito che non ci avrebbero portato da nessuna parte. Nel momento in cui il nostro calcio ha deciso di mettere sul piatto della bilancia l’intero suo potenziale, un potenziale che fremeva evidentemente sotto la cenere dell’ignavia sportiva, i risultati si sono visti: ora su otto squadre semifinaliste ben tre sono italiane, un 40% di presenza che pareggia i conti con gli spagnoli che rappresentano l’altro 40% e surclassano i tedeschi, rimasti solo con il Bayern, e gli ucraini che complessivamente rappresentano più o meno il restante 20%.

I risultati di questo enorme balzo avanti si faranno sentire probabilmente più avanti quando la scalata nei punteggi UEFA ci consentirà anche di schierare, così come succedeva una volta, quattro squadre in Champion’s. Qualcuno già si preoccupa, riferendosi alla Juve, del rischio di incontrare le tre corazzate d’Europa ma a questi signori rispondiamo semplicemente dicendo loro che in una semifinale di quella che ci piace continuare a chiamare Coppa dei Campioni, non si può pretendere di incontrare la squadra di quartiere allenata dal vice parroco, ma si deve lottare gettando il cuore oltre l’ostacolo. Quelle sono le squadre più forti di sempre e a quelle dobbiamo ambire di riavvicinarci pensando che una volta tra quelle c’eravamo anche noi.

Riguardo alle partite giocate in Europa League la Fiorentina ha dominato incontrastata contro una Dinamo forse anche penalizzata da una dubbia espulsione per somma di ammonizioni di Lens accusato di essersi catapultato per terra senza alcun contatto: le immagini non hanno chiarito del tutto l’accaduto. Le reti segnate da Gomez con una deviazione inizialmente forse anche fortuita e nel finale da Vargas avrebbero potuto alla fine essere almeno sei, sette se non fosse per una strana fretta di concludere da parte della Fiorentina. Un problema questo di una certa mancanza di concretezza là davanti sul quale Montella dovrà lavorare e se verrà risolto almeno in parte la strada verso la finale potrebbe essere spianata Napoli permettendo. Problema opposto a quello viola ce l’ha proprio la squadra di Benitez che, sul 2-0 in casa contro i tedeschi grazie alle segnature di Callejon e Mertens, ne prende due nel giro di pochi minuti consentendo comunque agli avversari la consolazione finale del pareggio.  Per questa atavica vulnerabilità difensiva Benitez dovrà studiare qualcosa se vorrà ambire a sollevare la coppa al cielo dopo che l’ultima volta lo aveva fatto un certo Maradona insieme a Giordano e Careca.

Se però guardiamo le prossime avversarie delle due italiane, per carità non andranno sicuramente snobbate specialmente il Siviglia, c’è da stare abbastanza tranquilli: se infatti  confrontiamo il percorso che attende la Juve in Champion’s con quello che attende il Napoli e la Fiorentina bè…c’è la differenza che passa, con tutto il rispetto, tra affrontare tre corazzate in mare aperto e affrontare due cacciatorpediniere. Per carità in caso di gravi errori e distrazioni anche un cacciatorpediniere può affondarti ma le probabilità che questo succeda rimangono francamente basse. Questa è più o meno la differenza di quello che aspetta al varco le due italiane nella cosiddetta coppa minore e la Juve in Champion’s. La cosa più temibile sarebbe, ora come ora, una semifinale tutta italiana perché in tal caso la vincente dovrebbe affrontare o il Siviglia o gli ucraini in una partita secca e si sa in una partita secca tutto può succedere. In caso contrario le possibilità di vedere a Varsavia una finale tutta italiana salirebbero vertiginosamente soprattutto se ad affrontare il Siviglia, la più pericolosa, fosse il Napoli.

Comunque godiamoci ora questo momento perché è un momento storico importante che potrebbe ridare definitivamente slancio al nostro calcio anche in funzione del discorso Nazionale. Ora che siamo in ballo bisogna ballare e…se per ballare degnamente sulla ribalta europea bisogna fare delle scelte decidendo di limitarsi a…camminare in casa chi se ne importa: qui di mezzo c’è la vera gloria, quella che rimane indelebile nella storia e…scusate se è poco!

Fiorentina-Dinamo Kiev    2-0

Napoli-Wolfsburg             2-2
 

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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