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Il Napoli balla con i lupi mentre la Fiorentina spegne la Dinamo

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Che l’andata dei quarti potesse finire così con il Napoli che sotterra i secondi della Bundesliga sotto una paccata di goal e la Fiorentina che “si accontenta” del pareggio in quel di Kiev, nessuno l’aveva immaginato neppure nelle migliori previsioni. La trasferta in terra tedesca, visti anche i terribili precedenti con l’Inter, sembrava destinata a mettere a dura prova il cuore e il sistema nervoso dei tifosi napoletani.

Fin dai tempi del fatidico 7-1 del Borussia Moenchengladbach sull’Inter con tanto di monetina sul testone di Boninsegna, le trasferte in terra germanica sono sempre state vissute come una specie di scommessa con la sorte, scommessa magari spesso anche vinta, ma pur sempre legata ai capricci della riottosa dea bendata. Se poi la tana dove si va a fare visita è quella della squadra più in forma del campionato tedesco le paure sono destinate a levitare fin quasi a lambire le fatali soglie dell’angoscia e del tormento sportivo.

Così si preannunciava appunto la sfida nella “selva oscura” e terribile abitata dai “lupi del borgo”. Lupi affamati di vittorie e carichi di tanta e tale brama agonistica da far tremare le vene e i polsi. E invece alla fine il branco dei lupi verdi è stato azzoppato, annichilito e costretto a fuggire con la coda tra le gambe da quattro lampi di terribile e rara classe pallonara. Il primo servito con millimetrica precisione sul piatto di portata di Higuain che stoppa il pallone anche con un braccio galeotto non visto dal direttore di gara e trafigge l’estremo alemanno con un destro da autentico…Maradoneta di classe. Mentre i verdi padroni di casa cercano di riorganizzarsi dalla prima letale trafittura ecco che arriva il secondo lampo folgorante con lo stesso Higuain che, con un perfetto assist filtrante, serve sul filo millimetrico dei difensori tedeschi l’accorrente Hamsik che da un secondo immenso dolore alla bolgia dei tifosi di casa. La partita al 23° è già bella che finita e si va avanti per onor di firma o se volete…per onor di regolamento. Il Wolfsburg colleziona cross su cross ma lo fa senza la necessaria cognizione di causa e razionalità. Unico brivido…(e che brivido!), lo procura Schurrle con una sassata che Andujar è bravo a deviare sulla traversa.

 

All’inizio della ripresa, con i tedeschi concentrati nel tentativo sempre più confuso e raffazzonato di rimettere in piedi la baracca, gli azzurri di Benitez piazzano il terzo terribile fulmine grazie a Callejon che, approfittando di un erroraccio della difesa avversaria, recupera palla al limite dell’area e serve di precisione Hamsik che si fa trovare di nuovo al posto giusto e al momento giusto e che materializza così la sua personale doppietta. Il tempo di vedere Andujar compiere il secondo miracolo della serata sulla bordata al volo di Guilavogui ecco che arriva il quarto lampo ad opera di Gabbiadini che di testa trafigge il portierone avversario, in questo caso, non completamente immune da colpe visto che il pallone gli passa attraverso le gambe. Il goal della bandiera tedesco arriva da Bendtner dopo una scorribanda vincente sulla sinistra di Perisic. Il ritorno, a questo punto, si preannuncia  solo come un utile e piacevole allenamento in vista della semifinale.

 

Sul fronte ucraino la Fiorentina domina i non eccelsi giocatori di Kiev ma pecca un po’ di precisione e convinzione tanto che alla fine deve accontentarsi di un 1-1 che è pur sempre risultato bello e positivo ma che non elimina del tutto qualche pur residuale timore in vista del ritorno. Va comunque detto che l’iniziale vantaggio ucraino non è il frutto di un reale dominio territoriale e tattico ma un po’ figlio della casualità in mezzo a tante occasioni non sfruttate a dovere dalla squadra di Montella. Una Fiorentina che comunque, rispetto ai volenterosi soldati di Kiev, alla fine si è dimostrata  di una spanna superiore. Nel primo tempo paradossalmente, nonostante il vantaggio ucraino ad opera di Lens, in campo si vede una sola squadra, la Fiorentina che domina a centro campo grazie anche all’egiziano volante che, in versione assist man, fornisce ai vari Joaquin e Gomez la palla per il vantaggio non sfruttata per circostanze fuori dalla portata umana e mortale. Lo stesso Salah non sfrutta la sua occasione mandando il pallone tra le braccia del portiere.

La Dinamo ha il merito di saper approfittare di tanto a tale sciapo e trova il vantaggio con Lens che tira dal limite dell’area trovando la deviazione involontaria di Tomovic sulla quale nulla può Neto. Nel secondo tempo la Fiorentina, lancia in resta, continua la sua pressione contro il fortilizio ucraino e coglie anche un palo con Borja Valero. La sostituzione di Gomez con Babacar si rivela profetica perché il senegalese, dopo aver colpito il pallone di testa, lo arpiona con il piede destro in plastica, anche se un po’ goffa, rovesciata e mette la palla alle spalle dell’estremo difensore avversario. Siamo ormai ai titoli di coda e la partita si chiude su un pareggio che, se non da la sicurezza al cento per cento per il ritorno, sembra offrire comunque rassicuranti e più che sufficienti garanzie… amnesie difensive permettendo: se quella vista a Kiev è la vera Dinamo, siamo quasi a posto.

 

 

Wolfsburg- Napoli 1-4

 

Dinamo Kiev-Fiorentina 1-1

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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