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Colpo di Senad, Lazio in finale!

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La squadra di Pioli trionfa al San Paolo grazie a Lulic entrato a metà del secondo tempo: sua la rete del vantaggio e suo il salvataggio in extremis sul possibile pareggio napoletano. Ora la Lazio giocherà due finali: la Tim Cup e la Coppa di Lega. Bella vittoria nel pomeriggio da parte di un Parma dal grande cuore nel recupero contro l’Udinese.

 

La Lazio è in finale di Coppa Italia: una finale conquistata con fatica, concentrazione e perfetta applicazione delle direttive di mister Pioli contro un Napoli aggressivo che ha messo sul piatto tutto il suo potenziale bellico sperando così riuscire a sfruttare il vantaggio dell’andata. Forse sta proprio qui la causa dell’ennesima cocente sconfitta degli azzurri: una certa presupponenza alimentata anche dal fatto di giocare tra le mura amiche in una cornice di tifo totalmente e calorosamente a favore e poi anche dal fatto di avere dalla propria parte un certo Pipita. Pipita che alla fine è risultato il peggiore dei suoi, quasi mai in partita ma soprattutto l’ombra del lucido e spietato cecchino che è stato fino a poco tempo fa. Se questo è successo, sono in pochi tra gli addetti ai lavori a riconoscerlo, è forse dovuto allo splendido reparto difensivo biancoceleste, la terza difesa del campionato con due centrali De Vrji e Mauricio che si intendono a meraviglia e sulle fasce un Basta eterno motorino preciso, veloce e arcigno quanto…basta. Sulla fascia sinistra Braafheid ha fatto con dignità il suo lavoro facendo venire in un’occasione un grande brivido ai suoi ma alla fine ha saputo dare il suo contributo costante sulla fascia di competenza.

Una Lazio con il lutto al braccio per la scomparsa della madre del suo fisoterapista Romano Papola, che parte bene con Candreva che si presenta subito nei pressi dell’area di rigore avversaria ma che viene stoppato da Britos in scivolata. Risponde il Napoli quattro minuti dopo con Inler che spara un tiro impreciso che finisce in curva. Al 16° Mertens, imbeccato da Inler, viene anticipato da un attentissimo Berisha. Al 19° il primo vero brivido della serata con Candreva che, su sponda di Kapitan Klose, fa partire un micidiale diagonale che va a lambire il palo alla destra di Handujar. Al 28° Orsato concede un dubbio calcio di punizione al Napoli per presunto fallo di Biglia su Inler. La punizione di Gabbiadini è sfortunata: il pallone va a sbattere contro il palo alla sinistra di Berisha che forse ci sarebbe arrivato o…forse no. La Lazio, nonostante questo episodio riesce a mantenere i nervi saldi e al 34° si fa vedere con Parolo il cui tiro dal limite finisce alto sulla traversa. Al 42° Braafheid ha sulla…testa il pallone del vantaggio ma è sbilanciato e la sua capocciata a tu per tu con Handujar manda il pallone alle stelle.

 

La ripresa vede un Napoli ancora più aggressivo e la Lazio pronta a colpire in contropiede non appena l’avversario inevitabilmente glielo concede. Al 51° bel cross di Maggio sul quale Higuain arriva tardi. Risponde al 54° Candreva ma il suo tiro pure deviato da un difensore del Napoli viene bloccato da Handujar. Pioli decide a questo punto di passare al 4-2-3-1 e manda in campo Mauri al posto di Cataldi, una decisione dolorosa perché l’ex Primavera stava giocando benissimo. Al 57° cross dalla destra di Gabbiadini e Basta ci mette una pezza anticipando Mertens. Al 59° la svolta in negativo per il Napoli: dopo un atterramento ai limiti dell’area di Klose non sanzionato dall’arbitro Orsato, il Napoli riparte in velocità mettendo Higuain, pressato dall’ottimo Basta, a tu per tu con Berisha. L’argentino, grazie anche al prodigioso recupero di Basta, si allunga troppo il pallone consentendo all’estremo albanese di anticiparlo.

Al 66° incomincia ad accendersi messieur Anderson, fino a quel momento tenuto a bada con le buone e con le cattive da Cristian Maggio, il migliore dei suoi. L’asso di Brasilia, trasferito  dalla metà della ripresa sulla corsia di destra da Pioli, con una discesa delle sue penetra in area di rigore ma il suo cross a rientrare viene all’ultimo intercettato da Britos in scivolata. Un minuto dopo è la volta di Mauricio a non riuscire a spizzare in rete su cross di Candreva. A questo punto Pioli si gioca la carta decisiva mandando in campo al posto di Candreva chi… per lungo silenzio parea fioco: Senad Lulic, l’uomo della provvidenza in coppa, appena rientrato dopo due mesi di stop. Mai rientro sarebbe stato tanto splendido e determinante. Al 68° ultimo squillo di tromba partenopeo grazie ad un erroraccio di Brafheid che mette Higuain solo soletto davanti a Berisha: anche questa volta il lungagnone albanese ci mette una signora pezza anticipando in scivolata l’argentino. Anderson si riaccende al 76° servendo in area un cross al bacio sul quale Lulic si avventa di testa: Handujar fa il miracolo andando a togliere d’istinto il pallone dalla linea di porta. Al 78° Hamsik manda un siluro terra aria verso la porta laziale, ma il pallone esce fuori di un niente forse anche deviato dalla punta delle dita di Berisha ma l’arbitro non vede e concede soltanto la rimessa dal fondo.

Al minuto 80° la svolta definitiva della partita con Anderson che si incunea nel vivo della difesa napoletana saltando i difensori come birilli o…come tanti Pioli…fate voi… confeziona un cross perfetto verso il centro dell’area, sul quale si avventa Lulic che di destro manda in rete. Lo stadio San Paolo si ammutolisce mentre i laziali fanno festa in campo insieme alla manciata di tifosi che sono riusciti a prendere il biglietto. Poco dopo Higuain ci prova in rovesciata ma evidentemente per lui non è serata perché il tiro va fuori. Al minuto 88° Lulic salva anche la patria su tiro cross di Insigne che, dopo essersi bevuto tutta la difesa laziale, mette dentro un pallone che sarebbe destinato a entrare in porta. Il bosniaco si avventa sul pallone e di destro, lo manda fuori facendolo carambolare in alto sulla traversa. Un miracolo perché Lulic arriva quando il pallone è a non più di trenta centimetri dalla linea di porta e la sua deviazione avrebbe potuto benissimo fare…malissimo. E invece il gesto di Senad vale come un secondo goal perché a quel punto il Napoli non riesce più a reagire fino al fischio di Orsato.

La Lazio va a bussare alle porte del Paradiso mentre il Napoli andrà a smaltire la rabbia in ritiro anticipato perché De Laurentis incomincia a scocciarsi forse non capendo che in fondo la sua squadra non ha un organico sufficiente per giocare bene su tre fronti. Della Lazio finalmente si incomincia a parlare: qualcuno un po’ sottovoce ammette di averla a suo tempo sottovalutata. Spiace vedere comunque la Gazzetta dello Sport soffermarsi in prima pagina con titoloni a caratteri cubitali sulla possibilità del triplete juventino mentre dedica a latere poco più di uno spazietto all’impresa biancoceleste. La Lazio che sarà in campo tanto nella finale di Coppa Italia quanto in quella della Super Coppa di Lega continua evidentemente a non fare notizia e a non avere i pronostici dalla sua parte: meglio così perché finora la cosa ha portato fortuna.

Da sottolineare la bella vittoria del Parma che vince per 1-0 contro l’Udinese…alla faccia di chi andava blaterando di campionato falsato… . Se contina così, visto anche l’altro recupero che si deve giocare contro il Genoa, la squadra ducale avrebbe ancora la possibilità teorica di agguantare addirittura l’Atalanta che si trova a più tredici. Un miracolo che gli splendidi ragazzi di Donadoni e i loro altrettanto splendidi tifosi meriterebbero dopo tanto patire. Chissà che il dio del pallone non li possa accontentare.

 

Napoli 4-2-3-1: Andujar, Maggio, Albiol, Britos, Ghoulam, Inler, Gargano (Insigne), Mertens (De Guzman), Hamsik, Gabbiadini (Callejon), Higuain, all. Benitez;

 

Lazio 4-3-3: Berisha, Basta, De Vrij, Mauricio, Braafheid (Cavanda), Cataldi (Mauri), Biglia, Parolo, Candreva (Lulic), Felipe Anderson, Klose, all. Pioli;

 

arbitro: Orsato

il migliore della Lazio: Lulic 8;

il migliore del Napoli: Maggio 7. 

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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