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La Juve pesca benissimo, La Fiorentina benino, il Napoli male

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La Juve, facendo gli scongiuri di rito, non poteva sperare di meglio: i francesi del Monaco, con tutto il rispetto per la squadra monegasca, non rappresentano di certo un ostacolo duro e insuperabile come poteva esserlo un Bayern o le due spagnole, non certo per questa Juve meritatamente riapprodata nel gota del calcio europeo. Se non c’è già la vista sulla semifinale poco ci manca, a meno di crolli inaspettati, verticali e improvvisi che francamente non ci paiono probabili. La Juve, con la prima partita da giocare in casa, è chiamata semplicemente a giocare come sa senza complicarsi la vita più di tanto. Questo duplice confronto infatti potrà perderlo soltanto se lo vorrà, perché l’avversario più temibile sarà solo una sicurezza eccessiva che in questi casi può fare brutti scherzi. Sappiamo però quanto ai bianconeri stia a cuore questa competizione e quanta voglia abbiano di riscattare un recente passato non proprio all’altezza dei tempi gloriosi che furono.

La Dinamo Kiev, prossima avversaria della Fiorentina, è stata nei decenni passati la squadra più titolata dell’ ex Unione Sovietica, la squadra dove giocarono un certo Blokhin e un certo Shevchenko. Da quando è stato inaugurato il campionato ucraino la squadra è diventata la più rappresentativa del nuovo paese salvo…dover fare i conti con lo Sakhtar Donec’k, l’unica in grado di mettergli i bastoni tra le ruote. C’è da dire che il livello del campionato ucraino non è certo un esempio di competitività e di livello tecnico eccelso e quindi non è tutto oro quello sembra luccicare con grande intensità. Una squadra insomma quadrata ma non una trita sassi o uno spauracchio come qualcuno va dicendo: un avversario certo da prendere con le molle ma assolutamente alla portata della compagine viola che, secondo noi, è di livello tecnico superiore.

Per quanto riguarda il prossimo avversario del Napoli, il Wolfsburg, purtroppo lo conosciamo già ma c’è da dire che il Napoli, rispetto all’Inter di questi tempi, appare di ben altro spessore soprattutto in grazia di un certo Pipita in grado di risolverti la partita in ogni momento. Semmai il Napoli ha un difetto in comune con l’Inter e riguarda una certa tradizionale vulnerabilità difensiva e quindi Benitez dovrà cercare di registrare al meglio l’unico punto debole della squadra, un punto debole che il Wolfsburg ha già dimostrato di saper scardinare a dovere. Di positivo c’è che il Napoli potrà trarre insegnamento proprio dagli sbagli nerazzurri perché sarebbe pura testardaggine sportiva ma anche un vero e proprio suicidio calcistico…ripeterli pari pari. Insomma Benitez se la può giocare per lo meno alla pari con il vantaggio, che l’Inter non ha saputo sfruttare, di giocare il ritorno a casa. Per dirla tutta comunque le possibilità di ritrovare le due sorelle italiane ancora in semifinale non sono poi così ridotte questo almeno lasciatecelo sperare con tutti i pro e i…contro di una tale patriottica e sana presunzione.   

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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