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Napoli a tre passi dalla Roma, Inter un passo avanti verso l’Europa

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L’ennesimo “sbrodoloso” e sconsolante posticipo della serie A (sullo spinoso problema ci siamo già soffermati più volte) ha visto prevalere le squadre più blasonate e in qualche modo più forti. L’effetto conseguente alla famosa telefonata Lotitiana sembra essersi improvvisamente sciolto come la neve al sole di questo tardo inverno. Le cosiddette piccole questa volta non sono riuscite a far valere il loro entusiasmo e la loro voglia di esserci, nonostante tutto e tutti, nel mondo del calcio che conta. A prevalere sono stati i freddi numeri legati al tasso tecnico-tattico di chi fa parte da decenni, nel caso dell’Inter da secoli, dell’elite del calcio nostrano.

 

Il Sassuolo, nonostante la tale e tanta assenza del Pipita che avrebbe potuto offrire qualche chance in più, non riesce a far valere la sua ottima organizzazione di gioco e deve inchinarsi a chi…di nuovo avanza vestito, e che di nome fa Zapata. Sua la prima rete tremendamente voluta, ostinatamente cercata nella selva di gambe avversarie e infine pervicacemente trovata con una rasoiata secca e degna del miglior Higuain. Suo anche l’assist che ha consentito ad Hamsik Marekiaro di fulminare un Consigli incolpevole e…impotente.

 

Ora gli azzurri sono a soli tre punti dalla Roma ma…attenzione perché, nonostante nessuno ne parli, alle spalle delle due contendenti ha ripreso a marciare e a macinare gioco la compagine laziale che si trova rispettivamente a meno cinque e a meno otto punti che, con ancora quattordici gare da giocare, potrebbero non essere proprio un’infinità.

 

L’Inter manciniana si prende tutta la posta al cospetto di un Cagliari che si è dannato l’anima e che per lunghi tratti ha anche dominato sul campo con un’aggressività figlia del suo nuovo nocchiero che però, rispetto a quella Zemaniana, appare meno sbilanciata e un po’ più di prudenza vestita con tutte le…ottime conseguenze del caso. Alla fine ha però prevalso chi può vantare tra le sue fila gente come Icardi, Kovacic Hernanes e che quindi è in grado di dare il colpo del ko in ogni momento. E così è stato prima con Kovacic nel contesto di un’azione di stampo rugbystico e poi con Maurito che salta il suo avversario come un birillo per poi segnare con un perfetto sinistro che non ha dato scampo al portiere avversario. La traversa colpita all’ultimo secondo da Hernanes mette il sigillo finale ad una vittoria forse più facile di quanto complessivamente si è visto sul campo.

Del Cagliari la bomba di Longo che spazza via tutto, palo, mani e schiena di Carrizo, per poi depositarsi con micidiale consequenzialità in rete, ma evidentemente, nonostante le varie e tante occasioni da goal collezionate dai degni eredi di Rombo di tuono, stasera non era serata e il Cagliari, finalmente circondato da una degna cornice di tifosi, deve ammainare bandiera bianca. L’Inter ora raggiunge provvisoriamente le due genovesi e stasera forse tiferà per un bel pari che, tra le varie soluzioni, per i nerazzurri rappresenta il male minore. Per il Cagliari di Zola l’amarezza di una sconfitta forse anche immeritata ma anche la certezza che il gioco c’è e anche la qualità dei suoi interpreti: se continua così la salvezza è cosa certa anche perché non ci sarà sempre l’Inter a incrociare i tacchetti con i rossoblu… .

 

Napoli- Sassuolo 2-0

Cagliari- Inter 1-2

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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