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Parma sempre più al buio, il Chievo verso la luce

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I ducali perdono in casa per la nona volta di fila e vedono ormai la B ad un passo, mentre il Chievo incomincia a vedere la salvezza

 

Il Parma ci ha messo la grinta, il cuore e la voglia dopo che il neo presidente Manenti aveva fatto il suo accorato appello all’unità nazionale di intenti per rilanciare la gloriosa società ducale, ma non è stato sufficiente. Quest’anno può essere definito decisamente bisestile perché se è pur vero che la squadra, Cassano a parte, non aveva un organico da Champion’s, va  anche sottolineato come la dispettosa dea bendata abbia decisamente voltato le spalle alla squadra di Donadoni. Ieri i parmensi avrebbero meritato quanto meno il pareggio ma, come succede in questi casi, finisce sempre per piovere sul bagnato e la foga ammirevole messa in campo dagli undici di casa alla fine ha partorito solo un’espulsione per doppia ammonizione di Galloppa. La conseguente inferiorità numerica, anche se non si è vista per gran parte della partita, alla fine ha pesato se non altro per la maggiore stanchezza degli ammirevoli giocatori del Parma.

Il Chievo, per carità, non ha fatto una gran partita limitandosi ad aspettare per poi ripartire con veloci folate offensive che alla fine, stesso discorso di cui sopra, non hanno ugualmente prodotto più di tanto visto che nel quarto di partita finale il bravo Mirante, migliore in campo, ha negato la gioia del raddoppio ai clivensi complice anche un clamoroso palo colpito da Meggiorini. Donadoni da parte sua ha provato a dare spessore là davanti inserendo anche Nocerino che nel corso della partita ha finito per fare anche il centravanti puro, ma poco o nulla è stato creato ad eccezione di un tiro dello stesso Nocerino nel primo tempo finito tra le braccia del portiere avversario e nella ripresa un tiro quasi a botta sicura da parte di Feddal che sarebbe andato in rete se sulla linea non avesse trovato la respinta di Gamberini. Il Chievo alla fine ha segnato nell’unico modo che il Parma gli ha consentito: una gran bella punizione battuta da Zukanovic sulla quale nulla ha potuto Mirante. Chievo che, come abbiamo detto, non è stato capace pur in superiorità numerica di chiudere la gara quando i ducali, nel disperato tentativo di arrivare al pareggio, gli hanno concesso grandi spazi e praterie.

La partita è finita con il risultato peggiore per il Parma e quello migliore, quasi insperabile, per il Chievo che ora stacca il Cagliari e si porta momentaneamente fuori dalla zona pericolosa, mentre per il Parma i punti di distacco dallo stesso Chievo ora sono dodici, un’infinità. Per carità le possibilità teoriche di riacciuffare una salvezza, che avrebbe a questo punto del miracoloso, ci sarebbero ancora anche perché la velocità di crociera delle squadre pericolanti, compreso il Chievo, non è certo paragonabile a quella di chi compete per la Champion’s, ma il Parma dovrebbe trovare in primo luogo quella fortuna che fin qui ha latitato e poi una convinzione nei suoi mezzi che finora non si è vista: nove sconfitte consecutive al Tardini stanno a dimostrare che il classico “cul de sac” in cui si è infilata la squadra e la stessa società ducale richiederebbe, per uscirne fuori, doti quasi da mago Houdini. Doti che francamente per ora non vediamo…e poi forse in questo momento il problema più grave non è tanto quello di finire il prossimo anno in B, quanto quello di…esserci ancora: il neo presidente Manenti in questo dovrà dimostrare tutte le sue capacità tattiche e strategiche: una città intera sta aspettando risposte precise a riguardo e…la discesa in B a questo punto sarebbe forse ancora il male minore.

 

 

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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