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Fiorentina e Napoli dritte in semifinale con Gomez e Higuain

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E poi c’è ancora qualcuno che sostiene che si può anche fare a meno di un forte centravanti con tanto di falso nueve, seminueve e…via dicendo. A quel qualcuno rispondiamo semplicemente dicendogli di guardarsi le partite degli ultimi due quarti di…luna storta delle difese di Roma e Inter. Perché se è pur vero che spesso la differenza la fanno le difese in…affanno è anche vero che se non hai lì davanti uno stoccatore micidiale che sa come muoversi, cosa non facile anzi difficilissima, nulla o poco fai.

 

La Fiorentina, dopo secoli di letargo, ritrova, anzi sarebbe meglio dire, trova per la prima volta il suo bomber di razza teutonica, tutto potenza, rapidità ma anche classe e tecnica sopraffina. E’ stato lui infatti a sbloccare la partita nel secondo tempo quando la Roma, che aveva dilapidato tutte le sue energie nella prima frazione, è rimasta sulle gambe a guardare impotente il gigantone germanico impallinarla come un tordo. La prima rete su un perfetto cross dalla sinistra di Pasqual con deviazione finale figlia di un tempismo e di un movimento che solo i bomber di razza possiedono. La seconda, ad una manciata di minuti dalla fine, con perfetta e micidiale girata che pone fine alle illusioni giallorosse e principia le speranze viola di riuscire a vincere la madre di tutte le “battaglie”: quella in semifinale contro la madama bianconera, la nemica numero uno di sempre.

 

La Roma da un mese e mezzo a questa parte non sembra essere più la quasi invincibile armata di un anno fa: forse si tratta di un naturale affaticamento fisico, flessione che in misura minore sta conoscendo anche la Juve, se no, in caso contrario, dovremmo pensare che i marziani esistono davvero sotto mentite spoglie e noi…ai marziani non ci vogliamo credere perché se no tanto varrebbe far disputare due distinti campionati con due scudetti, due Coppe Italia e due Super Coppe di Lega e magari due associazioni di arbitri e così via.

 

Nell’altra partita disputata ieri al San Paolo, non è bastata un Inter ben disposta in campo, veloce e attenta perché a 30 secondi dalla fine è bastata una distrazione da…polli, come ha detto il Mancio a fine partita, per consentire al solito Pipita di dare il colpo di grazia all’armata nerazzurra. Anche qui, come sopra, la presenza di un fuoriclasse di razza ha significato tutto. Perché se ad esempio al posto del Pipita ci fosse stato, che so, il Coco Perea…”cocco di mamma” del duo Tare-Lotito, tanto da farlo promuovere seduta stante a vice di Kaiser Klose, quel pallone non solo sarebbe andato alle stelle ma forse non sarebbe stato neppure toccato. La differenza è tutta qui: puoi avere il centrocampo più devastante e tecnicamente perfetto del mondo ma se davanti non hai nessuno o quasi, rischi semplicemente di lavorare a vuoto, o…di partorire il classico “topolin” che vien dalla montagna…vero signor Lotito? Presidente…tutto fare…ma anche…tanto non fare, la cui compagine in semifinale dovrà vedersela proprio con la ditta Pipita & C. …sperando che Klose non si debba svegliare una mattina con la schiena bloccata, con un terribile dolorino all’inguine, vedi pubalgia o magari con lo stiramentino al flessore di turno perché allora il povero Pioli dovrà mettere in campo una ditta, non proprio premiata, dal nome meno aggressivo e forse anche un po’ divertente di…Coco & C. .

 

Roma-Fiorentina 0-2

Napoli-Inter 1-0

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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