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Juve in semifinale ma quanta fatica!

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Quella di stasera doveva essere quasi una semplice formalità: di fronte la prima e l’ultima del campionato con un divario tecnico-tattico quantificato in quaranta punti, un abisso quasi impensabile che, se proiettato da qui alla fine del campionato porterebbe la distanza a quasi ottanta punti. Ebbene guardando quanto successo sul campo, questa differenza onestamente non si è vista o almeno non in questi termini apocalittici. Il Parma, orfano di Cassano, è stato ben messo in campo da Donadoni che ha eretto una bella diga a centrocampo per cercare di fermare in qualche modo la fonte del gioco bianconera. Non sempre ci è riuscito ma la difesa ha comunque retto bene anzi benissimo se pensiamo che dall’altra parte c’era sua maestà la Juve. La squadra di Allegri si è invece affidata ad un trio d’attacco quasi inedito formato da Pepe, Llorente e Coman e con Pirlo in cabina di regia affiancato da Marchisio e Vidal.

Il primo tempo in pratica non da quasi nulla allo spettacolo ad eccezione di un tiro di Pepe al 21°, un bel tiro al volo di Nocerino che sarebbe andato spedito in rete se non avesse trovato la deviazione all’ultimo del gambone di Chiellini e il palo colpito da Pepe al minuto 46. Il secondo tempo riocomincia sulla stessa falsa riga con la Juve che macina gioco senza trovare la chiave di lettura per scardinare le difese dei ducali. Una cosa che sta succedendo un po’ di più negli ultimi tempi ed è forse dovuta ad una fisiologica “tirata di fiato” da parte di chi ogni tanto si ricorda di essere…mortale come gli altri. E poi, anche se la Coppa Italia manca dalla bacheca bianconera da un bel po’ di annetti, sembra che la vecchia signora sotto sotto, forse a livello anche inconscio, a questa coppa riservi uno sguardo un po’ svogliato visti gli altri obiettivi ben più prestigiosi a cui mira.

Al 58° è la volta di Coman, gran bel giocatore, a fare il diavolo a quattro sulla corsia sinistra e a tirare sull’esterno della porta. Due minuti dopo è Rispoli, un motorino inarrestabile, a provare al volo ma il suo tiro è respinto dal solito Chiellini onnipresente in area di rigore. Al 73° ci prova Pirlo ma la sua punizione viene bloccata da Mirante senza grossi affanni. Allegri cerca di dare maggiore pressione mandando in campo Pogba al posto di Vidal e Morata al posto di Coman con due spagnoli al vertice…della tenzone. Al 79 si movimenta un po’ la partita con un “simpatico” siparietto tra Lichtsteiner e Galloppa, quest’ultimo autore di un fallo neppure tanto cattivo sull’elvetico. Il parmense per scusarsi si avvicina all’ex laziale e gli da una carezza sul collo. Smanceria poco gradita dallo svizzero che reagisce come se l’avversario gli avesse dato un cazzotto in faccia. Come succede in questi casi si accende subito un bel mischione in campo con qualche spintarella giusto per scaldare un po’ l’ambiente infreddolito e poi tutto si placa perché, forse i giocatori se lo sono dimenticato, bisogna decidere la seconda semifinalista della Tim Cup. La…soluzione del problema viene trovata all’89° da Morata servito dal connazionale Llorente a sua volta servito da Marchisio. La difesa parmense, l’unica volta in tutta la partita, rimane ferma a guardare e il risultato è sotto gli occhi di tutti: Juve promossa e in attesa dello scontro tutto guelfo tra Fiorentina e Roma.

 

Parma 4-5-1: Mirante, Paletta, Rispoli (Rispoli), Mendez (Santacroce), Lucarelli, Galloppa, Gobbi, Nocerino, Mariga, Rodriguez, Palladino, all. Donadoni;

 

Juventus 4-3-3: Storari, Lichtsteiner, Chiellini, Ogbonna, Padoin, Pirlo, Vidal (Pogba), Marchisio, Pepe (Caceres), Llorente, Coman (Morata);

 

Arbitro: Peruzzo.

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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