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La Juve saluta tutti e prende il largo

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COMMENTO AL CAMPIONATO

 

I Bianconeri, così come in Coppa Italia, riasfaltano il Verona con un perentorio 4-0 e allungano sulla Roma che, dopo aver pareggiato a Palermo, ora è a -5. Il Napoli, grazie a Higuain, si aggiudica lo spareggio Champion’s dell’Olimpico contro una Lazio incerottata. Inter salvata da Handanovic in casa dell’Empoli, mentre per il Milan, sconfitto a San Siro dall’Atalanta, è crisi profonda. Domenica agro dolce per le Genovesi con la Sampdoria di nuovo terza grazie alle magie di Bergessio e Soriano e il Genoa costretto a rincorrere per tre volte di seguito il solito indomito Sassuolo. Fiorentina di nuovo in alta quota grazie alla vittoria contro il Chievo propiziata all’ultimo secondo da Babacar. Impresa del Toro che va a vincere in casa del Cesena con un rocambolesco 2-3. Un bel Cagliari fa vedere i sorci verdi all’Udinese fermata sul 2-2 in casa.

 

L’ultimo turno del girone d’andata sancisce la superiorità assoluta della Juve che ormai è già a +5 sulla Roma, un divario che si fa di domenica in domenica sempre più pesante e difficilmente colmabile. Così come in Coppa Italia, la Juve trova allo Juventus Stadium un…tappetino bello morbido e disteso nel Verona di Mandorlini che proprio nulla può dal basso di una differenza tecnico- tattica quasi abissale: in pratica tra la coppa e il campionato la Juve esce con un risultato complessivo di 10 a 1 manco il Verona fosse una squadra di Eccellenza. La doppietta di Tevez, il solito gollasso di Bogba, bravo anche come assist man, e il goal di Pereyra sono il logico risultato della schiacciante differenza di valori in campo. La Roma invece non sa più vincere e continua a inanellare pareggi che, se da un lato la tengono sempre lassù in un solitario e sempre sontuoso secondo posto, dall’altro le stanno facendo perdere le ultime speranze della suprema altezza. I giallorossi devono ringraziare un buon Destro che sabato è riuscito nella ripresa a pareggiare il goal del vantaggio palermitano. Gare del genere l’anno scorso la Roma le avrebbe vinte senza colpo ferire e questo spiega in parte l’appannamento di quella che avrebbe potuto essere l’unica antagonista di cotanta Juve.

L’Inter formato Mancini va avanti pianino, adagino (ricordate la barzelletta?) e…di questo passo Pia, Nino, Ada e Gino fra un po’ saranno i soli tifosi al seguito della squadra, questa volta salvata dalle prodezze di Handanovic contro la…superbia provinciale di un Empoli che proprio non ne vuole sapere di accomodarsi buono buono all’angolo dei…previsti bocciati. Il Napoli stende con una sola rete del Pipita una Lazio incerottata e infarcita di seconde linee: a differenza della gara di Coppa Italia, al posto del volonteroso Toro questa volta c’era il Napoli con i suoi pezzi da novanta e si è visto. Mentre Lotito e Tare si divertono a giocare a Poker e a scacchi, fate un po’ voi, con la dirigenza dell’AZ Alkmaar tra un lancio, un rilancio e una finta, la difesa bianco celeste, sempre più in emergenza, continua a fare acqua da tutte le parti. Hoedt doveva essere della ventura già dai primi giorni di gennaio e invece con la solita stucchevole ripetitività la dirigenza laziale continua a dar prova di sé con le altrettanto solite trattative fiume a discutere dei diecimila euro in più o in meno mentre in difesa fra un po’ Pioli sarà costretto a schierare i magazzinieri e i raccattapalle.

Il secondo problema laziale, figlio sempre delle solite sparagnine scelte estive, è che la squadra non ha un centravanti che sia in grado di metterla dentro e si è visto anche oggi quando Cavanda, che attaccante appunto non è, a tu per tu con il portiere azzurro, invece di metterla dentro, ha “passato” la palla all’estremo difensore manco fosse stato un…salariato di De Laurentis. Si spiega anche così l’enorme e improduttivo possesso palla che avrebbe dovuto portare almeno ad un golletto e che invece, oltre al passaggio di cui sopra e ad una traversa colpita da Parolo, che attaccante a sua volta non è, nulla ha partorito. Quando il duo di cui sopra avrà finalmente deciso di lasciare il…tavolo verde e di pensare finalmente al mercato della propria squadra forse Pioli potrà incominciare a fare il suo lavoro sperando ovviamente che…non sia troppo tardi.

Il Milan colleziona la quarta sconfitta interna grazie ad un bel tiro di Denis che porta la squadra della dea nerazzurra, forse i colori hanno anche…condizionato psicologicamente la partita dei poveri diavoli, definitivamente in vantaggio. Il buon Filippone perde le staffe e ha ragione ma forse la colpa è anche un po’ sua per aver posizionato la…sella in modo errato e…sabato si andrà all’Olimpico in cerca di riscatto, al Milan non resta che sperare in qualche regalo della difesa laziale in vena di…saldi natalizi. La Fiorentina va a vincere a Verona contro un Chievo ben messo in campo grazie alle reprimende di Montella a Babacar il quale, punto sul vivo, trasforma l’incaz….a del suo mister in gioa pura da…padre del figliol prodigo. Il Genoa in casa, di fronte al solito osticissimo Sassuolo, trova la forza di ribaltare magicamente per tre volte di seguito i vantaggi di Berardi, Missiroli e di nuovo Berardi grazie a Falque e due volte a Fetfatzidis. Impresa della Samp a Parma che affossa di nuovo le speranze dei ducali e manda in paradiso la banda Mihajlovic, di nuovo terza a pari punti con il Napoli del Pipita. I goal sono opera di Bergessio e di Soriano ma quel che conta è che i blucerchiati, orfani di Gabbiadini, non sembrano patire più di tanto il ritardo dei rinforzi promessi da Ferrero.

Un grande Toro riesce a domare il Cesena nel suo stadio grazie alla rete in extremis di Maxi Lopez. Per la verità il Cesena era anche riuscito a pareggiare l’iniziale doppio vantaggio dei granata ma, come si sa, le partite vengono decise soprattutto da chi, vedi appunto Lopez, ha dimestichezza tecnica con il goal e classe ancora da vendere. L’Udinese non va oltre il 2-2 contro un Cagliari sempre più conscio dei suoi…sufficienti mezzi per salvarsi. La squadra rossoblu a colpi di pareggi sta incominciando a imparare i nuovi dettami zoliani mentre la squadra del patron Pozzo deve fare solo mea culpa e…comunque riuscire a racimolare anche solo un punto dopo aver regalato letteralmente un tempo intero agli avversari, non è cosa da disprezzare e mantiene la squadra a galla a metà classifica…di più nin so… .

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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