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Germania uber alles: Brasile kaputt!

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Storico cappotto dei tedeschi sul Brasile: 7-1! E stasera Argentina e Olanda si contendono l’onore di lanciare il guanto di sfida a Klose e C.

 

Surreale, questo è il termine più adatto per descrivere la partita che è andata in onda ieri sera. Ci si aspettava una gara tirata e giocata fino all’ultimo respiro tra due corazzate del calcio mondiale e invece è venuta fuori una goleada d’altri tempi ai danni di un Brasile annientato, annichilito, sopraffatto dalla sua inconsistenza tattica ma soprattutto dalla sua vulnerabilità  mentale. In pratica i Verde Oro in campo non ci sono mai scesi, lasciando ai tedeschi un impietoso monologo che ha fatto piombare lo stadio e un paese intero in un dramma collettivo paragonabile a quello che successe nel 1950 in occasione della sconfitta contro l’Uruguay.

 

Una cosa così in un campionato del mondo, per giunta in una semifinale, non si era mai vista. Che il Brasile potesse soffrire l’assenza di Neymar e Thiago Silva lo si sapeva ma non fino al punto di cadere nel baratro della disfatta più totale e umiliante. La Germania si è limitata a giocare come sa fare ed è bastato questo per penetrare nell’area avversaria come un coltello nel burro con i Verde Oro, fermi come birilli, a fare da spettatori. Ieri contro un Brasile così mal messo avrebbe segnato pure una squadra di Eccellenza. Gli uomini di Scolari probabilmente hanno patito in modo incredibile il dover dimostrare alla nazione di poter fare a meno di uno come Neymar, anche se, va detto, anche con lui in campo, vista la Germania di ieri, il Brasile non avrebbe avuto comunque…scampo.

 

Il problema del Brasile è che, al di là di un fenomeno, Neymar, e di un quasi fenomeno, vedi Thiago Silva, il resto della truppa,  Cesar a parte, è formato da giocatori forse un po’ sopravvalutati, vedi Fred, vedi Hulk, vedi Dante, vedi Marcelo etc… . Giocatori che non sono mai sembrati una squadra in grado di esprimere un gioco preciso, un Brasile che ha cercato di fare dell’aggressività e della velocità la sua unica arma facendo perno anche sull’effetto psicologico di avere il tifo dalla sua parte. E poi, avendo lì davanti uno come Neymar che in qualsiasi momento era in grado di risolverti la partita, si è sempre giocato con la certezza che comunque in un modo o nell’altro la Divina Provvidenza avrebbe fatto il resto. Le cose sono andate bene fino a quando i Verde Oro si sono trovati davanti squadre di media-bassa caratura che hanno sempre scelto di arroccarsi per limitare i danni. Ma lo stesso Brasile,  quando ha dovuto affrontare una Germania quadrata che è in grado di ripartire in veloci manovre senza timori reverenziali, con gli attaccanti che sanno trovare gli spazi e con un centrocampo robusto e ricco di fosforo, ha dovuto ammainare bandiera.

 

La partita di ieri per la verità è iniziata con il Brasile che nei primi minuti ha dato l’idea di voler, un po’ presuntuosamente, chiudere la pratica nel primo tempo e con la Germania leggermente sorpresa e titubante. Ma era solo una sensazione perché i tedeschi alla prima occasione, minuto 11°, puniscono i padroni di casa con una perfetta deviazione di Muller che, solo soletto in piena area di rigore, trafigge Cesar con un mortifero piattone a mezza altezza. Dodici minuti più tardi ci pensa Re Miro Klose che, dopo essersi fatto deviare il primo tiro da Cesar, raccoglie di nuovo e con la freddezza che gli è proverbiale, lo tramortisce per il 2-0. E qui il Brasile sparisce letteralmente dai radar, prima mentalmente e poi fisicamente, infatti, appena due minuti dopo, è la volta di Kroos che, in perfetta solitudine, dal limite dell’area spara una bordata di sinistro che trafigge per l’ennesima volta un incolpevole Cesar. Il Brasile ormai è decotto perché, il tempo di raccogliere la palla in fondo alla rete, ecco che sempre Kroos, in seguito alla perdita del pallone da parte di Marcelo, riceve da Khedira un perfetto pallone che chiede solo di essere depositato in rete e così succede…e sono quattro.

Ma ovviamente non basta ancora perché al 24° è la volta di Khedira, di piatto, a perforare nuovamente la porta verde oro. Se fossimo in un incontro di pugilato a questo punto dall’angolo avrebbero già gettato la spugna per evitare guai peggiori e per chiudere un incontro che non ha più nulla da dire. Ma nel calcio si sa questo non è possibile…the show must go on. La partita con ancora 65 minuti da giocare è già finita, seppellita, archiviata, ma bisogna andare avanti e così facendo si rischia di assistere ad una mattanza.


Mattanza che si verifica  puntualmente nel secondo tempo, dopo che il Brasile ha tentato almeno di rendere meno amara e indigesta la medicina del dott. Loewe. Al 51° infatti ci prova Ramires a tirare quasi da fondo campo ma viene neutralizzato con discreta facilità da Neuer. Al 52° è Oscar, l’ultimo ad arrendersi tra i Verde Oro, a tirare, questa volta, a botta sicura da meno di due metri da Neuer, ma il portierone teutonico devia con una prontezza di riflessi degna di un felino della Savana. Al 53° è la volta di Paulinho ad allenare Neuer che riesce a deviargli ben due tiri consecutivi. La Germania, che evidentemente ha tirato un po’ il fiato, riprende il discorso che aveva lasciato in sospeso nel primo tempo e al 60° prova di nuovo con Muller, imprendibile, a tirare un pallone destinato all’angolo alto alla destra di Cesar che, con un balzo degno del suo collega, riesce a deviare con la punta dei guantoni.

Sei minuti dopo è la volta di Schurrle a trovarsi a tu per tu con Cesar che, alla disperata, gli toglie il pallone dai piedi per il possibile 6-0. Ma il goal è nell’aria perché al 60° è lo stesso Schurrle a metterla dentro su perfetto cross di Lahm da destra. Ma non è ancora finta perché al 67° assistiamo all’ennesima magia della serata sempre con Scurrle scatenato che, da pochi passi, trafigge per l’ennesima volta l’eroico Cesar con un tiro che come una palla da biliardo scheggia la traversa e va in rete. Al Brasile ora non resta altro che salvare quel poco di onore che gli rimane e all’85° cerca di farlo con Ramires ma il suo tiro, tanto per gradire, viene parato ancora da Neuer. Ci pensa al 90° Oscar a scartare un difensore germanico e a scaraventare il pallone in rete per il definitivo e malinconico 7-1.


Tra i fischi, i pianti e la rabbia dei sessantamila brasiliani finisce qui il sogno di una squadra che credeva di essere immortale e che si scopre all’improvviso non solo mortale ma addirittura debole e vulnerabile. I tedeschi fanno invece festa in modo dignitoso, quasi pudico per non offendere la sensibilità del popolo ospitante, con Klose che va ad abbracciare Scolari e a tentare invano di consolare i suoi avversari. Stasera andrà in scena il confronto tra il genio di Messi e la potenza di Robben e non solo… . Chi vincerà avrà l’onore-l’onere di contendere una coppa che sembra per metà già nella bacheca tedesca, ma nel calcio, come sapiamo bene…non si sa mai.

 

 

Brasile (4-3-3): Cesar, Maicon, David Luiz, Dante, Marcelo, F.Rosa (Paulinho), Gustavo, Hulk (Ramires), Oscar, Bernard, Fred (Willian) all. Scolari;

 

Germania (4-3-3): Neuer, Lahm, Boateng, Hummels (Mertesacker), Howedes, Khedira (Draxler), Schweinsteiger, Muller, Kroos, Ozil, Klose (Schurrle), all. Loewe;

 

Arbitro: Rodriguez (Messico);

 

Migliore Brasile: Oscar 6- ;

 

Migliore Germania: Schurrle 8.

 

Peggiore Brasile: Fred 4;

 

Peggiore Germania: Ozil 6;

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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