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La Germania si pappa i Galletti mentre il Brasile fa piangere Rodriguez

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Sono la Germania e il Brasile le prime due semifinaliste del mondiale. I bianchi di Loewe stendono “les bleus” di Deschamps grazie ad un goal di Hummels, migliore in campo, mentre i Verde Oro vincono per 2-1 sulla Colombia grazie alle reti di Thiago Silva e David Louise.

 

La Germania, per la seconda volta nella storia, aggira la linea Maginot approntata dai francesi grazie alla potenza del suo carrarmato Hummels che poi non è solo potenza ma anche grande tecnica. I francesi ieri hanno tentato di proporre una linea difensiva arretrata davanti all’area di rigore per poi ripartire in veloci contropiedi ma il problema è che i galletti sono riusciti ad attuare in parte il loro piano solo dopo i primi trenta minuti, durante i quali la Germania ha fatto un po’ quello che ha voluto.
Alla promettente e talentuosa Francia è mancato forse quel pizzico di esperienza internazionale che alla fine ha giocato un ruolo determinante a favore della Germania, squadra decisamente più solida ma soprattutto più abituata ai climi roventi, in tutti i sensi, del mondiale. Probabilmente un ruolo importante lo ha giocato anche l’approccio mentale alla gara, non particolarmente esaltante da parte dei francesi che sono scesi in campo con le gambe molli e la testa in confusione. Dicevamo che i galletti hanno incominciato a dare i primi segni di “vitalità” solo negli ultimi minuti del primo tempo, un po’ tardi per come si era già messa la gara con un’incornata letale di Hummels che ha mandato il pallone in rete nell’unico spazio disponibile tra le manone del portiere transalpino e la traversa. La partita, quella vera, è iniziata solo nel secondo tempo quando “le bleus” hanno provato ad avanzare dalla sinistra con Griezman, mentre sulla corsia opposta Valbuena è sembrato un po’ avulso dalla manovra.
La Francia ha incominciato a imbastire una qualche forma di reazione ma sempre con una velocità da passista piuttosto che da velocista come sarebbe invece servito per mettere in difficoltà la corazzata tedesca. Da registrare, oltre ad una clamorosa mangiata servita sul piatto dalla coppia Muller e Schurrle, subentrato al posto di uno stanco Klose, l’ultimo tentativo della disperazione da parte di Benzema neutralizzato da un Neuer sicuro e insormontabile. La partita è stata tutta qui, con una Francia decisamente poco vispa e una Germania che si è limitata a gestire la partita: a fare la differenza, più che la tecnica, è stata la forza mentale di chi, a questo punto, merita di giocarsi l’accesso alla finale con i padroni di casa.

Il Brasile contro la Colombia ha giocato decisamente meglio rispetto alle precedenti uscite, anche se, c’è da dire, la squadra allenata dal senor Pekerman non è sembrata più quella super squadra che aveva incantato nelle partite precedenti, complice anche l’assenza quasi ingiustificata di un Cuadrado che non ha saputo dare, questa volta, quelle accelerazioni e quel contributo con il quale aveva saputo trascinare i suoi fino ai quarti. La Colombia alla fine si è rivelata ottima squadra dalla trequarti in su, discreta a centro campo ma abbastanza mediocre in difesa, senza nulla togliere all’ottimo portiere Ospina. Portiere che però, in occasione della rete su punizione messa a segno da David Louise, non è sembrato proprio immune da colpe. La squadra colombiana ha cercato di fare un po’ di pressing a centro campo, quando beninteso il Brasile glielo ha concesso, ma poi non ha saputo tramutare questo in incisività là davanti.
Anche il suo gioiello Rodriguez alla fine è sembrato non completamente innescato. Infatti le folate potenzialmente pericolose contro la porta difesa da Julio Cesar, si contano a mala pena sulle dita di una mano, compresa quella che ha un po’ illuso il popolo colombiano dando la possibilità al suo “pibe de oro” di accorciare le distanze su calcio di rigore. Dicevamo della difesa colombiana che non è sembrata all’altezza, vedi il grossolano errore iniziale di Sanchez che ha consentito al capitano verde oro, Thiago Silva, di depositare la palla in rete da nemmeno un metro dalla linea di porta. Un errore marchiano che ha finito per condizionare tutta la gara.
Anche qui, come nella partita tra Germania e Francia, ha giocato un ruolo determinante la grinta mentale che ha permesso al Brasile
nei primi venti, venticinque minuti, di schiacciare la squadra di Rodriguez e C. nella sua area di rigore. Da lì la partita ha avuto poi il suo ineluttabile sviluppo ed epilogo: non puoi permetterti di regalare al Brasile quasi un terzo della partita senza subirne poi le logiche e irreparabili conseguenze. Un errore che, presumiamo, la Germania non farà martedì prossimo quando incrocerà “i cannoni” con i padroni di casa: uno scontro tra corazzate che si preannuncia al calor bianco. 

Nel frattempo aspettiamo di sapere cosa succederà stasera tra Argentina e Belgio, soprattutto per i fortunati che riusciranno a vederla, e tra Olanda e Costa Rica. Se la programmazione televisiva dovesse rimanere tale, mamma Rai ci farà vedere solo la seconda che, guarda caso, sembra la partita assai più scontata e quindi anche…assai meno interessante…misteri insondabili di un palinsesto sul quale, volenti o nolenti, ci ritroviamo “impalati”.

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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