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Argentina e Belgio come da copione ma quanta fatica!

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Ieri sera l’Argentina e il Belgio si sono imposte rispettivamente per 1-0 e 2-1 nei confronti di Svizzera e Stati Uniti. Il prossimo quarto le vedrà una contro l’altra.

 

Ci sono voluti complessivamente 240 minuti di pura sofferenza perché le due grandi favorite riuscissero ad avere ragione dei loro mai domi avversari. Anche ieri sono andati in onda i soffertissimi supplementari i cui epiloghi hanno finito con l’avere un esito corrispondente alle logiche stringenti del calcio giocato. Perché sul fatto che i sudamericani e i diavoli rossi fossero superiori come tecnica ai loro corrispettivi avversari non c’era il minimo dubbio, ma, come ben sappiamo, il calcio a volte non si avvale solo della legge del più forte ma anche di quella di chi mette più cuore e grinta, cuore e grinta che gli sconfitti di ieri hanno saputo mettere senza riserve in campo fino all’ultimo secondo che il Padreterno ha loro concesso.
La Svizzera, dopo il vantaggio leggendario di Di Maria su assist, tanto per cambiare, del solito Messi, per poco con Dzemaili non ha dato un dispiacere enorme ai biancocelesti andando a colpire il palo a pochi secondi dalla fine dei supplementari: se quel pallone fosse entrato, a quel punto la lotteria dei rigori, psicologicamente, avrebbe visto favoriti proprio gli elvetici…e vi figurate voi l’Argentina eliminata agli ottavi?! Gli Svizzeri sono comunque usciti con onore perché hanno dato in campo tutto quello che possedevano fregandosene di blasone, nobiltà e quant’altro potesse paralizzare loro le gambe e il cervello.
Dopo un gran primo tempo, pian piano i rossi di Hitzfeld hanno dovuto rinculare sempre più dietro perché le forze hanno incominciato progressivamente a scemare e l’aggressività argentina a lievitare, ma hanno fatto quadrato, si sono asserragliati con le forze residue nella loro area di rigore come fecero i soldati inglesi nel mitico film “Zulù“. E lì la grande Argentina è stata costretta a fermarsi, proprio come i grandi guerrieri sudafricani, fino a quando l’arbitro non ha decretato la fine dei primi novanta minuti. Tutti a quel punto si sono chiesti quando il signor Messi avrebbe messo quel segno che fino a quel momento era ancora mancato al match. Segno che è arrivato puntuale al 118° minuto quando Her Majestic Lionel ha fatto un perfetto assist per Di Maria che non si è fatto certo…pregare per metterla dentro. L’Argentina
a due minuti dal termine, ormai si sentiva salva e…promossa ma per poco la gioia non si è tramutata in orrore quando Dzemaili ha stampato il pallone beffardo sul palo della porta difesa da Romero. A quel punto la battaglia è finita e ha premiato comunque la squadra più forte ma è stata dura, durissima.

Nell’altro scontro il Belgio ha dovuto sudarsi tutte e sette le proverbiali camicie a disposizione più un’ottava nei tempi supplementari per avere ragione degli Stati Uniti…formato tedesco. La squadra allenata da Wilmoz ha comunque sciupato una serie infinita di occasioni grazie ad una difesa americana ben schierata ma soprattutto ad un Howard tra i pali in giornata di grazia.
Se dicessimo che gli statunitensi non hanno quasi mai superato la loro metà campo diremmo cosa assai falsa e scortese perché i bianchi di Klinsmann hanno corso come dei dannati con veloci contropiedi che hanno comunque messo in difficoltà i più forti avversari. A vedere questi giocatori correre come dannati con tocchi rapidi e con azioni al cardio palmo c’è da domandarsi se i nostri non abbiano, prima delle poche e partite affrontate, preso qualche potente sonnifero o sedativo a base di papaverina. Troppa infatti è sembrata la differenza di gambe, di fiato e di reattività tra la nostra modesta banda di camminatori e queste ventidue furie bianche e rosse.
Comunque anche qui, dopo i soffertissimi p
rimi novanta minuti, il risultato è stato sbloccato soltanto nei tempi supplementari grazie ad una travolgente azione sulla destra del belga Lukaku dalla quale è scaturita  la rete, splendida per rapidità e potenza di esecuzione, da parte di De Bruyne,  alla quale, in rapida successione, è seguito il raddoppio, questa volta, a ruoli invertiti, su azione travolgente da sinistra di De Bruyne per Lukaku. Partita finita? Neanche per sogno perché il nuovo entrato Julian Green, su perfetto assist dell’ex romanista Bradley, ha arpionato in piena area di rigore il pallone per un tiro al volo che ha spiazzato il portierone belga Courtois

A quel punto gli Stati Uniti, caricati anche da un pubblico in netta maggioranza, si sono gettati come ossessi alla caccia del pareggio nonostante che le forze fossero ormai al lumicino. Tanto ardore e coraggio non hanno portato però al risultato sperato perché ormai ha incominciato a mancare anche la lucidità necessaria e alla fine i diavoli rossi, oltre alle pentole, questa volta ci hanno messo…anche il coperchio sul passaggio ai quarti, che li vedrà affrontare proprio la corazzata dell’ammiraglio Messi. Non sappiamo per la verità che partita aspettarci sabato prossimo: dopo la gran faticaccia di oggi, bisognerà vedere chi saprà recuperare più in fretta ma soprattutto chi avrà più cuore a disposizione, perché quando non ne hai più, è questo di solito a entrare in funzione e a fare i miracoli che servono…nevvero baldi giovani di azzurro vestiti? Come direbbe qualcuno che invece, nel lontano 1982, fu presente e…Presidente dando lustro a ben altro epilogo… .

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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