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Se Balotelli è…Immobile

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Stasera partono i mondiali brasiliani e riprende l’eterno dualismo in maglia azzurra.

 

Pronti…via! Stasera vedremo se le “minacce”sportive del Brasile verranno mantenute: i verde oro avranno il primo esame contro la Croazia e ci diranno quanto le loro ambizioni casalinghe siano fondate alla prova dei fatti, perché se tali e tante minacce fossero corroborate da quanto avverrà in campo, le altre potenze saranno avvisate e dovranno armarsi di elmetto e baionetta.

Dopodomani invece tocca ai nostri contro gli enigmatici Highlanders inglesi. E come da copione ci ritroviamo per l’ennesima volta nella nostra storia millenaria con il problema del dualismo: Bartali/Coppi, Mazzola/Rivera e tanti altri al seguito per arrivare al nuovo sciarada di prandelliana creazione: Balotelli e/o Immobile.

Di certo non vorremmo essere nella testa e nel sistema neurologico del ct perché non deve essere facile a due giorni dalla prima e forse già decisiva sfida dell’Italia, dover far dipendere le sorti azzurre dalla scelta più o meno azzeccata, più o meno fortunata tra…Davide e Golia. E sì perché ci sono tutte le premesse perché il confronto tra i due si qualifichi in base alle antiche suggestioni vetero testamentarie. Qui si deve decidere tra la forza pura del gigante e la scaltrezza e la velocità del piccolo e talentuoso neofita, che poi, nel caso di Immobile, neofita lo è fino ad un certo punto. L’enigma comunque è tutto lì e sospettiamo che forse il buon Cesarone avrebbe preferito vedere nell’ultima ufficiosa amichevole  un Immobile a secco perché ora, con tre “gollazzi” francobollati sul groppone della seconda squadra del campionato brasiliano, la scelta è diventata di colpo complicata e per niente scontata.

Da una parte un super Mario che, nelle ultime uscite, è sembrato parecchio inamidato, poco…mobile, quasi curiosamente timido, mentre super Immobile, con alle spalle tanta gloria racimolata sui campi di battaglia del nostro campionato, sembra spinto dal sacro furore del dio Marte in persona. Un bell’inghippo non c’è che dire anche perché in una nazionale, mai così vulnerabile, mai così insicura, come questa se sbagli lì davanti sono e sarebbero sospiri, pianti e alti guai per l’aere sanza stelle. Il grande Cesare, per non essere tacciato di ignavia, deve a questo punto decidere, in un modo o nell’altro, di trarre il famoso dado sapendo che la possibilità di tirarlo un’altra volta in questo caso è alquanto remota. Qui se sbagli il tiro sono guai e si rischierebbe di trasformare il nostro andar per calcio in un assai più lugubre “Per me si va nella città dolente, per me si va nell’etterno dolore, per me si va tra la perduta gente“.

L’inghippo è tutto lì perché per il resto le scelte sembrano già fatte con la difesa schierata davanti a super Buffon con i due laterali Darmian e De Sciglio e al centro i soliti Barzagli e Chiellini. Davanti alla difesa si schiererà il buon De Rossi mentre più avanti giostreranno Pirlo e Verratti. In attacco, dietro mister X, ci saranno i due alfieri Marchisio e Candreva, due garanzie, in grado di rifornire l’unica punta ma anche in grado di penetrare in area dalle loro fasce di competenza per gli inserimenti centrali degli stessi Pirlo e Verratti. Detta così sembra quasi facile ma qui di facile non c’è proprio nulla perché se la perfida Albione dovesse esserlo fino in fondo e trasformarsi da dott. Jekyll in mister Hyde per noi si andrebbe verso poco invitanti lidi danteschi.

Alla fine, per non smentire sé stesso, il Cesare nazionale deciderà per…lo meno scosceso dirupo e quindi, salvo sorprese dell’ultima ora, finirà per affidarsi alla forza di Golia forse perché pensa che basti tanta e tale dimostrazione di sovrumana potenza a rendere i bianchi un po’ meno battaglieri. Di sicuro se le cose non dovessero muoversi secondo copione, potremo assistere nel secondo tempo al ribalton fatale con Immobile pronto ad abbracciare un Balotelli che…esce infuriato dal campo. Sarà questa la…final destination di questa non troppo singolar tenzone? Per rispondere a tanto quesito dovremmo frequentare più spesso l’antro della Sibilla, l’unica in grado di scoprire l’oscuro velame che si cela davanti a noi. Per il resto non abbiamo altra scelta che rivolgerci al nostro supremo duce del pallone con tali parole di dantesca memoria: “Or va , ch’un sol volere è d’ambedue: tu duca, tu segnore, e tu maestro“….e poi che mosso fue, intrai per lo cammino alto e silvestro. Che tradotto in lingua volgare significa speramo bene… .

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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