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Irreal Madrid!

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Non sempre Davide riesce ad abbattere il gigante Golia, ogni tanto, specie nel calcio, il ciclope Polifemo, riesce ad avere la meglio sull’ingegno umano di Ulisse, e così è stato ieri sera con un Real Madrid, quasi irreale, in grado prima di pareggiare alla fine del terzo minuto di recupero e poi di dilagare nel secondo tempo supplementare.

Una squadra, quella di Carletto Ancelotti, che ha dimostrato di essere ancora e splendidamente irraggiungibile specie in un incontro unico come quello della finale di Champion’s League. L’Atletico del Cholo Simeone, evidentemente arrivato stanco dopo una stagione massacrante che lo ha portato ad aggiudicarsi la Liga Spagnola, equivalente già ad un massimo trofeo continentale, data la schiacciante superiorità del calcio spagnolo, ha dovuto inchinarsi davanti a chi ha saputo trasformarsi nel giro di mezzora da dott. Jeckill a Mister Hide. Gli umani di fronte agli dei e…gli umani alla fine hanno dovuto chinare la testa, non senza, va detto, aver lottato prima caparbiamente, poi disperatamente fino alla resa finale.

Come nell’altra finale di Europa League anche in questa si è verificata la maledizione di turno, ovvero quella dell’Atletico che, lustri orsono, nella finale di Coppa Campionivenne raggiunto allo scadere dal Bayern Monaco e poi nella ripetizione della partita, allora si usava così, venne sepolto da quattro goal dei germanici. L’Atletico, non baciato dalla fortuna, già al minuto 9 deve perdere il suo gioiello Diego Costa, già in forte dubbio alla vigilia, sostituito degnamente da un Adrian Lopez che si è dannato l’anima per non fa rimpiangere tanta e tale gloria calcistica.

Il Real comunque parte bene con manovre veloci e avvolgenti mentre l’Atletico tiene bene le posizioni chiudendo ogni minimo varco e ripartendo in contropiede sulle ali. La partita va avanti così senza grandi conclusioni fino al minuto 32 quando Bale, servito erroneamente da Thiago, si beve mezza difesa biancorossa e tira quasi a botta sicura mandando il pallone di poco a lato.

Ma è al minuto 35 che la partita si accende improvvisamente con una uscitaccia di Casillas che permette a Godin di battere di testa a rete e a nulla può il recupero disperato dello stesso portiere madridista perché la palla è già dentro al sacco. L’Atletico, sulle ali dell’entusiasmo, continua a spingere fino alla fine del primo tempo senza produrre però altri brividi ad un mortificato Casillas.

Nel secondo tempo la squadra di Ancelotti, evidentemente rincuorata, parte lancia in resta e al minuto 54 Ronaldo impegna su punizione Courtois, seguito a ruota da Carvajal che su calcio d’angolo stacca di testa mandando la palla fuori di poco. Man mano che i minuti passano, incominciano a scemare le forze dell’Atletico che per poco non viene raggiunto al minuto 73 da Bale che, su precisa imbeccata di Ronaldo, tira verso Courtois un siluro che va a finire un metro fuori dalla porta. Il Real non demorde e progressivamente si installa nell’area dei cugini collezionando occasioni su occasioni come al minuto 74 quando Ronaldo gira in mezzo all’area un pallone che sorvola la traversa e come al minuto 77 quando il velocissimo Bale tira ancora fuori.

L’Atletico ora fa quello che può resistendo stoicamente e opponendo un muro di difesa davanti al suo portiere. La partita sembra avviata ad una conclusione storica con l’Atletico che tiene eroicamente e che già assapora la sua prima Coppa dalle grandi orecchie. Ma ecco che gli avversari si trasformano improvvisamente in dei e, a meno di due minuti dal termine dell’extra time, l’uomo più pericoloso e spietato del Real, Sergio Ramos, stacca imperiosamente di testa e manda il pallone in rete facendo esplodere metà dello stadio.

Si va ai tempi supplementari con l’Atletico che, come succede sempre in questi casi, accusa il colpo sia a livello psicologico che a livello fisico. Il primo tempo supplementare se ne va con il Real che evidentemente rifiata per dare la stoccata finale nel secondo tempo. E così accade puntualmente perché di fronte ad un Atletico ormai in ginocchio i Blancos alla fine dilagano prima con una capocciata vincente di Bale servito da una deviazione dello stesso Courtois su gran botta di Di Maria, poi con tiro imparabile di Marcelo e infine con rigore messo a segno da sua maestà Cristiano Ronaldo. E’ l’apoteosi per i bianchi del sor Carletto e viceversa il dramma sportivo per la magnifica truppa del Cholo. La differenza alla fine l’hanno fatta i pezzi da novanta del Real che hanno messo in campo una superiorità tecnica sempre più evidente mentre l’Atletico,  deprivato di Diego Costa, ha potuto contrapporre solo la sua organizzazione di gioco e la sua tenacia. E ora prepariamoci fra qualche mese a vedere un’altra finale spagnola tra il Siviglia e il Real per l’ennesimo trofeo continentale iberico anche se condito da  una spolverata di genio italico del Carletto nazionale.

 

 

 

Real Madrid 4-3-3: Casillas, Carvajal, Varane, Sergio Ramos, Khedira (Coentrao), Di Maria, Modric, Isco (Marcelo), Bale, Benzema (Morata), Ronaldo, all. Ancelotti;

 

Atletico Madrid 4-2-3-1: Courtois, Juanfran, Miranda, Godin, Felipe Luis (Alderweilder), Gabi, Tiago, Koke, Raul Garcia (Sosa), Villa, Diego Costa (Adrian Lopez), all. Diego Pablo Simeone

 

Migliore Real Madrid: Sergio Ramos (8)

 

Migliore Atletico Madrid: Godin (7)

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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